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 Campobasso 
Ma Iorio, Di Giacomo e Pian sono dei “liberali berlusconiani?”


Paolo di Laura Frattura
Pubblicato in data 22/8/2011 ● FUORI PORTA WEB © 2000

Devo chiedere pubblicamente scusa al Vice Coordinatore Provinciale del PdL di Campobasso Claudio Pian. Ho, in questi giorni, rilasciato una comunicazione, che devo ritenere molto poco chiara, visto il tenore e il merito della sua reazione.
Ho sempre apprezzato, di Pian, il talento giornalistico e l’acume delle sue valutazioni politiche sempre improntate a libertà di espressione e autonomia di pensiero.
In questa circostanza, evidentemente indotto in errore dalla mia equivoca comunicazione si è limitato a ripetere le stantie osservazioni del suo Coordinatore regionale, il sen. Di Giacomo!
“Il compagno Frattura; le questioni delle Torri; la loro destinazione a sede regionale; il vitalizio di mio padre; etc.“ tutti argomenti sfruttati fino all’osso.
Mi sarei aspettato queste espressioni da un semplice riciclatore di veline, non da un intellettuale come Claudio Pian, il quale, come unica variante al tema, per parte sua, ha posto l’accento sul mio campo di tennis! Lo rassicuro: per rispetto a me stesso, non mi pongo nemmeno il problema di una smentita. Di che cosa poi? Non ritengo di dover ancora tediare i molisani con le mie questioni personali. A questo già ci pensano i Pian, i Di Giacomo e quanti mi vogliono attaccare senza argomenti di merito che possano veramente interessare i Molisani. Noto con rammarico, infatti, che delle valutazioni da me fatte sulla manovra del Governo non si è tratto spunto per nessun approfondimento, equivocando, tra l’altro, quanto da me espresso.
Colpa mia! L’ho detto e lo ribadisco. La mia è stata una comunicazione non puntuale. Ma dopo questo atto pubblico di scuse qualche pensiero pessimistico sul futuro dei molisani in considerazione della qualità dei dirigenti politici del Pdl regionale pure è legittimo.
Gli argomenti che ho posto all’attenzione dei nostri parlamentari, perché diventino oggetto di discussione dei prossimi lavori per l’approvazione della manovra, sono due.
Il primo: la necessità di spostare la tassazione dai redditi di lavoro dipendente ed autonomo ai grandi patrimoni. Un argomento che, se si è letto il dibattito che a livello planetario si sta svolgendo sul tema, mi sembra univoco. Persino i titolari di queste grandi fortune non hanno dubbi: vanno tassati i patrimoni dei ricchi. E’ una posizione di sinistra? Forse, ma è prima di tutto un argomento di buon senso. Lo hanno detto Luca Cordero di Montezemolo, Anna Maria Artoni, Carlo De Benedetti, Pietro Modiano, Warren Buffet ed altri.
A dire il vero, non lo ha detto un super ricco come Berlusconi! Ma, questa, è la riprova della positività della proposta!
Il secondo: la riduzione del peso della politica. Come si vede. Un argomento di inequivocabile segno liberale.
Il silenzio sulla prima è stato compensato dalla generosità degli interventi dei maggiori esponenti del centro destra molisano che, finalmente, hanno messo i piedi nel piatto.
La ristrutturazione dell’architettura istituzionale del Paese, elemento per far diventare l’Italia un paese normale, con un peso dello Stato e della politica, più contenuto, viene visto da Iorio e i suoi gregari come una iattura.
Che succede? Autorevoli esponenti della “rivoluzione liberale berlusconiana” che assumono atteggiamenti da vetero-comunisti, soggetti guardati sempre con grande avversione dai nostri altalenanti “berluscones”
Dopo le esternazioni apparse in questi giorni sulla stampa locale, il Pdl molisano, insieme al “compagno Frattura”, farebbe bene a ricordare anche “i berlusconiani Iorio e Di Giacomo”, che a dire il vero, di “liberale” non hanno niente. Pur di salvare le loro clientele e un modello di gestione della cosa pubblica che ha mostrato tutte le sue drammatiche crepe, non rinunciano ad assumere posizioni più proprie della parte politica da loro aspramente combattuta.
Ma Berlusconi queste cose le sa? E accetta anche queste posizioni eretiche per il suo liberismo pur di mantenersi a galla? Da vero statista….
E’ esattamente quel modello centrato sulla politica che Iorio pervicacemente difende e che oggi va cambiato per salvare il Molise. Ma soprattutto per salvare i Molisani: obiettivo altrettanto importante.
Vale la pena, a questo punto, di ricordare quanto detto, nei giorni scorsi, da Michele Scasserra, un imprenditore “non eretico” a commento della manovra del Governo.
Scasserra, che non può certamente essere definito “un compagno”, forte della esperienza maturata al vertice della Confindustria molisana, nel registrare le difficoltà di portare avanti le ragioni della crescita e della competitività in un Molise pervaso di attività pubblica, ha ancora una volta ribadito la sua posizione. E ha manifestato la sua adesione alla proposta di una ristrutturazione dell’architettura istituzionale che passi attraverso la abrogazione delle Province e la razionalizzazione dei comuni che per dimensione non riescono a raggiungere un equilibrio economico.
Scasserra, da uomo libero quale è, evidenzia che non si tratta di rinunciare alla storia, alla cultura, alle tradizioni delle nostre comunità; quanto al mantenimento di un personale politico pletorico, pesante che serve solo ad alimentare clientela che blocca il futuro del Molise
Come si vede, è ancora una volta una questione di buon senso!
Forse dalla diffusione della clientela politica dovuta alla pletora di strutture pubbliche sul territorio sono scaturite per i molisani delle situazioni di favore? Forse minore tassazione e condizioni di maggiore sviluppo? E’ aumentata in maniera significativa l’occupazione e i servizi sono più efficienti, che in altre parti d’Italia? Abbiamo forse una sanità di livello adeguata al costo che sopportiamo? Una burocrazia snella e sollecita che favorisca l’iniziativa imprenditoriale sui territori? Infrastrutture che pongano la regione all’attenzione dei grandi flussi di traffico? Un sistema turistico attrattivo?
Proviamo a sentire su tutto questo ed altro ancora il parere dei Molisani!
Per cui o la struttura istituzionale attuale va assolutamente rivista perché non più funzionale ai bisogni dei cittadini: e in questo caso vanno messi da parte tutti coloro che la difendono solo per tutelare e garantire le proprie clientele. Prima di tutto Michele Iorio. O, al contrario, va difesa, perché si ritiene che questa presenza di pubblico è necessaria per il futuro del Molise. Ma allora vanno rimossi tutti coloro che in presenza di queste condizioni di favore non hanno saputo governare la Regione, vista la situazione nella quale ci troviamo.
E primo fra questi ancora una volta Michele Iorio che da Governatore “assoluto”, con tutti i poteri, è stato la causa principale del triplice commissariamento del Molise.  

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