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 Campobasso 
Per il futuro del Molise la politica della serietà e della verità


Paolo Di Laura Frattura
Pubblicato in data 22/5/2013 ● FUORI PORTA WEB © 2000

“Mi sarei aspettato contenuti, proposte, suggerimenti, integrazioni e invece di tutto questo non c’è stato nulla. Abbiamo sprecato questo importantissimo momento di confronto, utile a capire come costruire, maggioranza e opposizione, il futuro del nostro Molise, in uno sterile tentativo di bilancio di mandato. Le polemiche non ci appartengono. Con la politica della verità e della serietà dovremo condividere un percorso di crescita per tutti, fatto di leggi, atti e programmazione”. Così il presidente della Regione, Paolo di Laura Frattura, ha esordito nel suo lungo intervento di chiusura del dibattito in Aula sulle linee programmatiche.

Il governatore Frattura, replicando alla minoranza di centrodestra in Consiglio regionale, ha toccato uno per uno i temi sollevati dall’opposizione, rinviando al mittente le accuse mosse. “Doverosi chiarimenti”, per Frattura.
“Il metodo di lavoro è radicalmente cambiato – ha rimarcato –. Sarà forse di poca politica, ma sicuramente è legato ad analisi di contenuti, numeri e dati”.

Indicatori. “Gli indicatori ai quali facciamo riferimento, ahimè, - s’è lamentato il presidente –, dimostrano il fallimento totale dell’azione amministrativa di chi ci ha preceduti. Lo spirito, però, con il quale affrontiamo i prossimi cinque anni di governo è un altro. Con i nostri indicatori daremo a tutti la possibilità di entrare nel merito, nello specifico di ciò che faremo con le risorse pubbliche a beneficio dei cittadini molisani nel lavoro, nei servizi, nella qualità della vita, nell’accessibilità, nelle infrastrutture”.

Infrastrutture. “Anche qui dati certi e acquisiti. Quante sono le opere iniziate negli ultimi 12 anni e non concluse? Quante appaltate senza copertura finanziaria? Quante ferme per mancanza di risorse o per disguidi procedurali? Cosa dire delle opere finanziate senza che sia stato avviato materialmente il lavoro o dei milioni di euro sperperati per contenziosi nati tra amministrazione e imprese per opere non ancora iniziate?”

Autostrada. “Mai mi renderò responsabile – ha sottolineato il presidente Paolo Frattura –, di una sanzione di 30 milioni di euro da riconoscere al promotore dell’infrastruttura, laddove la Regione dovesse dire no all’autostrada. Così come mai sarò al fianco di chi chiede alla Regione di partecipare con risorse proprie all’autostrada”.

Alta velocità. “Quando parliamo di alta velocità, non intendiamo certo dire che la realizzeremo in Molise. Potenzieremo i collegamenti all’alta velocità che tocca Napoli e Roma. Come pure immaginiamo di collegarci assieme alle altre regioni interessate con l’alta velocità adriatica”.

Aeroporto. “Parliamo di opere impossibili da sostenere, tuttavia ci troviamo di fronte a due progetti, uno a Cantalupo, l’altro a Campochiaro–Sepino. Avendo il Molise due province – ha ironizzato il governatore –, è giusto pensare a due aeroporti. Non ci sono i presupposti finanziari per mantenere in gestione strutture di questo tipo. Abbiamo parlato di interporto. Stiamo provando a recuperare le risorse regionali che la vecchia maggioranza ha perso – ha puntualizzato il presidente –, con l’acquisto di 40 ettari di terreno oggi attenzionati da altre autorità”.

Trasporto su gomma. “Sul trasporto su gomma la nostra posizione è precisa. Il servizio lo rapporteremo al trasporto dei passeggeri, non al costo chilometrico”.

Ambiente. “Pensavamo di essere stati esaustivi sui dati riferiti all’ambiente, ma evidentemente non è così. Parleremo di eolico con una nuova programmazione attraverso un piano energetico regionale che partirà dall’analisi del territorio sulla base della sovrapposizione delle quarte carte fondamentali con un ruolo protagonista della Regione in tutte le eventuali aree individuate”.

Conflitto di interessi. “Faccio una proposta. La faccio all’opposizione: sarò il primo firmatario sulla vostra legge del conflitto interessi. Detto questo, non è giusto buttare fango con calunnie gratuite. Se ci sono estremi – ha garantito il governatore –, per i quali esiste una virgola di conflitto di interesse per le mie attività imprenditoriali, nate per tempo e dichiarate pubblicamente con atti e fatti, e non al Corriere della Sera, sono pronto prima a conoscere l’errore, poi a sottoscrivere immediatamente le dimissioni”.

Sanità. “Il commissario, non Paolo Frattura, ma il commissario mai autorizzerà il taglio riferito esclusivamente al personale. Siamo tutti in grado di giudicare, guardando il bilancio dell’Asrem, quali e quanti siano i costi inutili. L’offerta sanitaria sarà uguale per tutti i cittadini. Siamo a favore di un’integrazione pubblico–privata, a guida pubblica, con un privato di alta specializzazione capace di attrarre un’utenza extraregionale. La sanità è e sarà pubblica nel rispetto della qualità del personale e non del taglio brutale che qualcuno pensa di poter continuare a fare in assoluta autonomia”.

Osservatorio epidemiologico e registro tumori. “L’Osservatorio non avrà costi aggiuntivi, dovendo noi solo riorganizzare i dati che abbiamo già. Il registro dei tumori non richiede nessun investimento insostenibile. Affronteremo il problema sollevato dalle mamme dell’area venafrana preoccupate per la presenza di diossina nella zona”.

Macroregione. “La macroregione non ci appassiona nel momento in cui dobbiamo decretare la chiusura amministrativa del Molise. Ci siamo candidati per governarlo, il Molise, non per liquidarlo. Mi auguro che governeremo insieme in un’ottica interregionale per la gestione di servizi condivisi con l’obiettivo di superare tutte le criticità in particolar modo riferite al lavoro per garantire futuro e riaccendere il sorriso della speranza”.

Sedi della Regione. “Anche qui atti pubblici. La nostra sede di via Nomentana a Roma è pignorata per debiti non onorati dalla Regione: ecco perché non è possibile immaginare in questo momento la vendita. Il problema di via del Pozzetto è stato risolto perché è prevalso il principio della sede istituzionale e una sede istituzionale non è pignorabile. Spendiamo oltre due milioni e mezzo di euro di fitto all’anno. Spesso per i nostri uffici, dati alla mano, non c’è certificazione antisismica. In diverse strutture c’è soltanto una dichiarazione del proprietario di compatibilità urbanistica, ma non c’è la destinazione catastale di ufficio pubblico aperto agli utenti. Quei contratti sono stati firmati non certo da noi. Crediamo corretto pensare a un bando di leasing in costruendo che impegni la Regione per un rateo di importo pari agli attuali fitti per un immobile di proprietà che accorpi tutti i servizi regionali a Selvapiana, su terreni di proprietà regionale, senza alcun coinvolgimento di interessi privati”.

Legge per l’editoria. “L’impegno della legge sull’editoria, preso da tutti i candidati presidenti durante la scorsa campagna elettorale, al netto di uno, per noi è un atto confermato tenendo presente che non è la legge sull’editoria che ci preoccupa quanto il rispetto del lavoratore. È inaudito avere assistito alla liquidazione di contributi per editori con zero dipendenti assunti. È inaudito pagare due euro l’articolo scritto da un giornalista pubblicista o professionista. Su questo non ci potrà essere contrapposizione di vedute”.

Ricostruzione. “Sulle polemiche che ci avete mosso per la ricostruzione siamo senza parole. Le somme rese disponibili per la ricostruzione sono subordinate alla stipula di un accordo di programma quadro. Qual è l’accordo di programma quadro a oggi sottoscritto con il livello centrale? Ditecelo – così il presidente ha incalzato l’opposizione di centrodestra –, in modo da aiutarci a capire dove sia rintracciabile l’inadempienza di questo governo regionale. Dove è scritto che l’Agenzia, che il centrodestra ha voluto, avrebbe garantito la deroga al patto di stabilità? Dove è la norma decantata dall’allora presidente Iorio e dall’allora assessore Vitagliano in base alla quale era necessario e obbligatorio costituire l’Agenzia per la ricostruzione al fine di derogare dal patto di stabilità?”.

Molise dati. “Siamo qui per il bene del Molise e allora chiedo a tutti se sia giusto per una società in house presentarsi all’approvazione di un bilancio con 15 milioni di euro di ricavi e con 9 milioni e 428 mila euro di costi esterni. Forse la Regione avrebbe potuto provvedere direttamente a acquistare 9 milioni e 428 mila euro di servizi esterni. Il fatto eccezionale però è un altro, la tassazione: la Regione attraverso una società in house paga 1 milione e 300 mila euro di tasse allo Stato. Io non so se questo sia un modo corretto di tenere in piedi una società o se, all’insegna della trasparenza, sia giusto entrare nel merito di queste scelte. E così potremmo andare avanti sulle altre società partecipate o comunque collegate a mamma Regione, forse, nei fatti, solo un animale da mungere”.

Cocopro e cococo. “La legge 78 del 2010 prevede che ci si possa avvalere di personale a tempo determinato, con convenzioni o con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, nel limite del 50 per cento della spesa sostenuta per le stesse finalità nell’anno 2009. Evidentemente questa norma è stata elusa. Come? Presso l’Assessorato al lavoro, con il fondo sociale, sono stati stipulati 89 cocopro, di cui 6 assistenti senior all’Autorità di gestione, 6 assistenti junior all’Adg, 8 per il progetto misure anticrisi, 9 per la società di assistenza Cles, 7 al Formez. Ancora 53 persone nella società Consedin. E presso l’Agricoltura? 41 sono stati caricati sulla Regione Molise, 3 sull’Istituto degli innocenti, 6 sul Formez, 7 sull’Ismea o sull’ambiente. Ancora 68 contratti per assistenza tecnica alla programmazione: di questi, 26 su Por Fers e 42 sul Par Fas”.

Partecipate. “Non abbiamo buttato fango su quanto accaduto fino a oggi. Avremmo potuto farlo, ma non l’abbiamo fatto perché crediamo giusto dare risposte ai lavoratori di Gam, dello Zuccherificio, dell’Ittierre. Definiamo un lavoro congiunto e condiviso perché si possa riportare sugli opportuni tavoli problemi che vanno ben oltre le nostre possibilità e disponibilità. È un dovere di ciascuno di noi trovare le misure di accompagnamento che mettano in sicurezza tutta la filiera produttiva molisana”.

Costi della politica. “Il tema del costo della politica non è il quinto assessore, che arriverà senza l’incremento di un solo centesimo della spesa. Il quinto assessore è un obbligo legato alle responsabilità che ciascuno di noi deve assumersi. Chi di voi è stato assessore e ha partecipato alla Conferenza delle Regioni sa che spesso ci sono più commissioni in contemporanea: adesso dobbiamo decidere se lavorare e giocarci la partita in diretta o fare come in passato quando su 58 sedute, una ogni 15 giorni, convocate per discutere sul fondo perequativo del trasporto pubblico la Regione Molise non è mai stata presente. Dimostreremo in bilancio che cento euro costa una giunta a quattro e cento euro una composta di cinque assessori”.

Informatizzazione. “Il problema non è con quale fondo finanziare la banda larga, il problema è farla funzionare. L’opera ha un senso nel momento in cui viene utilizzata. I nostri indicatori devono dirci quanti addetti serviamo con quella infrastruttura e quanto sviluppo, quell’infrastruttura, ha portato all’ente, all’imprenditore, al commerciante o all’artigiano e quali servizi ha garantito al cittadino”.

Accesso al credito. “L’accesso al credito va garantito con una struttura per la quale ci sarà una attenzione ancora maggiore senza pensare al disaccoppiamento ma alla concentrazione, perché maggiore è la ricaduta se più forti sono il patrimonio e il capitale del soggetto che deve svolgere il ruolo di garante. La richiesta di un controllo della Ragioneria generale dello Stato sul bilancio e sul personale scaturisce da un dato drammatico: il nostro consuntivo è stato osservato per due temi preoccupanti: il primo riguarda il dato obbligazionario emesso. Non c’è traccia degli investimenti nei quali il debito sottoscritto dalla Regione è stato finalizzato. La cosa più grave è che il nostro bilancio è stato osservato perché un miliardo e 286 milioni di residui attivi, che garantiscono l’80 per cento di copertura del bilancio, non hanno tracciabilità e descrizione”.  

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