F U O R I  P O R T A  W E B
BLOG FONDATO NEL GIUGNO DEL 2000
TRA I PRIMI BLOG FONDATI IN ITALIA

www.guglionesi.com ● ANNO 21°
Il sito non è finanziato con fondi di Enti istituzionali e/o pubblici.
È un'iniziativa culturale di
ARS idea studio.

Blogger fondatore Luigi Sorella
La Bellezza genera sensibilità alla consapevolezza.
Un viaggio nella cultura non ha alcuna meta.
Cultura è anche innovazione nel comunicare il sapere.
È proprio perché immaginiamo una comunità migliore, in ogni senso, con umiltà mettiamo a disposizione della collettività il nostro impegno.

........
"E Luigi svela, così, l'irresistibile follia interiore per l'alma terra dei padri sacra e santa." (
Vincenzo Di Sabato)


 


Condividi
l'articolo:
 

HOMEPAGE FUORI PORTA WEB

 
Articolo consultato 731 volte ● Archivio 9817 FPW

 Milano 
"Stepchild adoption": un dibattito aperto


Ileana Mortari
Pubblicato in data 24/6/2016 ● FUORI PORTA WEB © 2000

Com’è noto, dalla legge sulle Unioni civili recentemente approvata è stato stralciato l’articolo relativo alla “stepchild adoption”, che invece è già in vigore in altri Paesi. Credo sia molto importante essere opportunamente informati sulle problematiche che tale articolo comporta, anche in vista di una riproposizione, in futuro, dello stesso. E poi c’è già una realtà in atto che richiede una valutazione: i figli delle coppie omosessuali in Italia sono 100 mila, ma negli Stati Uniti sono milioni; il problema è davvero ragguardevole ed esige una profonda e adeguata riflessione, supportata da analisi e dati scientifici.
Vediamo i singoli termini della questione. Molte coppie omosessuali esprimono il desiderio di riversare il loro amore omogenitoriale su di un bambino e la tecnica odierna, straordinariamente progredita, consente quello che un tempo era impensabile. Siccome ora si può, ecco che il desiderio del figlio è ritenuto un DIRITTO del “genitore”. E qui comincia la 1° questione: il diritto.
Intanto, a detta del filosofo Vittorio Possenti, membro del Comitato Nazionale per la Bioetica, se è vero che un diritto umano è qualcosa che spetta alla persona come tale, è altrettanto vero che non ogni pretesa della volontà o del desiderio può essere classificata come “diritto umano”.
Non solo, ma a ben vedere il diritto di essere genitori in sé non esiste: per nessuno. Mettere al mondo un figlio non è l’affermazione di un diritto: è un frutto della fecondità, un dono della vita, reso possibile dalla capacità generativa di un uomo e di una donna.
E poi i diritti si hanno sulle cose, non sulle persone! Un bimbo non può mai essere oggetto di un diritto, al contrario è soggetto di diritti, fondamentali, che vanno salvaguardati, proprio perché il piccolo in tenera età non è ancora in grado di farli valere. [Ricordo che dei diritti mi sono occupata nella Newsletter n.11 del 4-2-16, a pag.5 e 6; essa è presente nel mio sito www.chiediloallateologa.it e, a richiesta, posso ri-inviarla]
In ogni caso, non tutto ciò che la scienza o la tecnica rendono possibile diventa automaticamente legittimo e socialmente buono ed utile.
Ora, tenendo come sottofondo il rispetto dei diritti dei bambini (che sarà richiamato con la formula DiBa),
affrontiamo la 2° questione: opportunità o meno di un’esperienza di omogenitorialità.

Stando ai mass media, l’idea più “vulgata” è che non ci sia alcuna differenza per un bambino tra l’essere educato da una coppia etero o omosessuale, anzi, qualcuno parla di situazioni addirittura “migliori” (?!) rispetto ai figli allevati nei modi tradizionali. O comunque – si dice- sempre meglio stare con una coppia omosessuale piuttosto che in un orfanotrofio o con un solo genitore.

VEDIAMO IN PROPOSITO UNA BREVE RASSEGNA DELLE OPINIONI E VALUTAZIONI DI ESPERTI, DI VARIA ESTRAZIONE ED ORIENTAMENTO (laici, cattolici, etc.)
Intanto, come osserva Antonella Tomassini, esperta di diritto di famiglia, la coppia omosessuale in quanto tale è anticostituzionale, visto che la Costituzione Italiana (cfr. art. 29) identifica come genitori padre e madre di sesso diverso e riconosce precisi diritti della famiglia (dunque anche dei figli - DiBa) che vanno rispettati. Inoltre non si può ignorare l’art.7 della Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989: “il fanciullo ha diritto a conoscere i suoi genitori e a essere allevato da essi”
Inoltre, secondo la psicanalista Claude Halmos, una dei massimi esperti riconosciuti nel campo dell’età infantile, “non è vero che le coppie omosessuali siano uguali a quelle etero, tanto da pretendere il “diritto” (che già abbiamo prima contestato) di avere figli. I bambini hanno bisogno di genitori di sesso diverso per crescere”.
“Non basta l’amore per crescere dei bambini – aggiunge il noto psichiatra Italo Carta - servono due personalità differenti dal punto di vista psichico.”
Il perché lo spiega dettagliatamente la nota esperta Silvia Vegetti Finzi (laica).
L’Edipo, che Freud definisce «architrave dell’inconscio», è il triangolo che connette padre, madre e figlio. Entro le sue coordinate si svolgono i rapporti inconsci erotici e aggressivi, animati dall’onnipotente Principio di piacere = «voglio tutto subito», che coinvolgono i suoi vertici. Per ogni nuovo nato il primo oggetto d’amore è la madre, ma si tratta di un possesso sbarrato dal divieto dell’incesto, la Legge non scritta di ogni società. Questa impossibilità è strutturante, in quanto mette ognuno di fronte alla sua insufficienza (si desidera solo ciò che non si ha) e alla correlata impossibilità di colmare la mancanza originaria.

Il figlio che vuole la madre tutta per sé innesca automaticamente una rivalità nei confronti del padre, che pure ama e dal quale desidera essere amato……. Non potendo competere col padre, il bambino s’identifica con lui e sceglie come oggetto d’amore, non già la madre, ma la donna che le succederà.

Attraverso questo gioco delle parti, il figlio rinuncia all’onnipotenza infantile, prende il posto che gli compete nella geometria della famiglia, assume una identità maschile; dunque l’identità sessuale si afferma, non in astratto, ma attraverso una «messa in situazione» dei ruoli e delle funzioni che impegna tanto la psiche quanto il corpo dei suoi attori. Pertanto non è irrilevante che il figlio di una coppia omosessuale non possa confrontarsi, nella definizione di sé, con il problema della differenza sessuale. Di qui il suo diritto (DiBa) ad avere una mamma e un papà.
Infatti i genitori non sono soltanto dispensatori di affetto, ma sono anche modelli di identificazione per i figli e una guida nel corso del loro sviluppo: anche se non sono presenti e perfino se sono deceduti, continuano a rappresentare un modello di riferimento variabile in base al sesso.

Aggiunge la psicologa Maria Rita Parsi, fondatrice dell’associazione "Movimento Bambino": “Per i bambini quel che vale è l’amore. Però è importante che le bambine trovino un punto di riferimento maschile e i maschietti uno femminile per sviluppare e indirizzare la loro ricerca di un partner quando saranno adulti…………………Il rapporto fondamentale e primario resta quello con la madre. Un rapporto prioritario che comincia nella vita prenatale, che è determinante al momento del parto, fondamentale nei primi attimi e nelle prime settimane di vita. Talmente importante ed essenziale che non può essere sostituito da nessun altro. La madre è fondamentale, e numerosi studi mostrano anche l’insostituibilità della figura paterna per un corretto sviluppo del bambino.”
Prosegue Anna Oliverio Ferraris, nota psicologa e psicoterapeuta:
“Personalmente ho delle grosse riserve sulla scelta di persone lesbiche di mettere al mondo dei figli con fecondazione artificiale e padre anonimo. Molte di queste donne considerano il donatore di sperma alla stregua di un donatore di sangue e non vogliono neppure conoscerne l'identità; ma non è la stessa cosa: a partire dai sei-sette anni un bambino, anche se è affezionato alle sue due mamme, incomincia a porsi il problema del padre, vuole sapere chi è, dov'è, come si fa per andarlo a trovare... per capire il mondo e le persone ha bisogno anche di un modello maschile, non solo di figure femminili. Sono curiosità del tutto legittime, che fanno parte del processo di costruzione dell’identità individuale. Ovviamente, anche per le femmine è importante poter relazionarsi con un adulto maschio per costruire la propria identità.”
Ma la cosa interessante e forse poco nota è che ci sono anche parecchie persone omosessuali contrarie all’adozione di figli.

Ad esempio già nel 2010 Rupert Everett, noto attore britannico da vent'anni dichiaratamente gay, in un'intervista rilasciata a Sunday Times Magazine, disse chiaro e tondo: "Non riesco a pensare niente di peggio che essere cresciuto da due papà.”

David Blankenhorn, sostenitore dei diritti gay negli Stati Uniti, aggiunge: «il matrimonio è fondamentalmente centrato sui bisogni dei bambini. Ridefinire il matrimonio per includere le coppie gay e lesbiche eliminerebbe del tutto nel diritto (DiBa), e indebolirebbe ancora di più nella cultura, l’idea basilare di una madre e un padre per ogni bambino». Dice bene David perché, guarda caso, papa Francesco e il patriarca ortodosso Kyrill, incontratisi a Cuba nel gennaio scorso, hanno lanciato un messaggio allarmato a tutti gli uomini, esprimendo sofferenza perché “il concetto di paternità e maternità come vocazione particolare dell’uomo e della donna nel matrimonio rischia di venire estromesso dalla COSCIENZA PUBBLICA”

Infine, Jean-Pier Myard (autore di “Un omosessuale contro il matrimonio per tutti”, Rubettino), dichiara: “I bambini devono avere una mamma donna e un padre uomo. Ogni scelta diversa è una discriminazione. E ve lo dico da omosessuale”.

A questo punto sarebbe utile una panoramica circa gli studi condotti sul fenomeno, dal momento che non c’è unanimità di risultati; ma esigenze di spazio mi consentono solo qualche accenno.

Le principali associazioni scientifiche mondiali hanno assunto una posizione favorevole o neutrale circa l’adozione di figli da parte di coppie omosessuali. Tuttavia, almeno per quanto riguarda la più influente -l’American Psychological Association (APA)- alcuni ex presidenti hanno affermato che tale posizione sia tutt’altro che basata su evidenze empiriche. Tant’è vero che Nicholas Cummings, ex presidente dell’APA stessa, professore emerito di Psicologia, ha dichiarato che l’APA “ha permesso che la correttezza politica trionfasse sulla scienza, sulla conoscenza clinica e sull’integrità professionale.” Del resto già nel 2001 si era scoperto che decine di studi di questo tipo erano stati appositamente male interpretati per non «attirare le ire degli omosessuali» (sic !!!)

Più attendibile risulta invece la ricerca condotta dal sociologo dell’Università del Texas, Mark Regnerus, sui "figli" (ormai cresciuti) di genitori omosessuali: essa dimostra un significativo aumento di problematiche psico-fisiche rispetto ai figli di coppie eterosessuali.

Arriviamo così alla 3° questione:
le esperienze di coloro che vengono (o sono stati) cresciuti nell’ambito di una coppia omosessuale.

Smanettando su Internet, si trovano esperienze di figli di coppie omosessuali, che parlano di situazioni felici e senza problemi (si vedano ad esempio
http://www.ilpost.it/2014/07/08/figli-coppie-omosessuali-studio-australia/;
https://www.facebook.com/notes/s%C3%AC-ai-matrimoni-gay/dici-no-alle-adozioni-ai-gay-informati-su-cosa-stai-dicendo-no-leggi-qui/543935742348273); ma se ne trovano anche molte che descrivono situazioni negative e pesanti.
Ad esempio Oscar Lopez, docente di inglese in una Università della California, allevato da due madri lesbiche, due anni fa rilasciò la seguente testimonianza: “Dall’esterno potevo apparire come un figlio modello, ma dentro avevo una ferita enorme (la mancanza del padre) che cercavo di alleviare con il sesso. A 13 anni cominciai ad avere rapporti sessuali con maschi adulti. Materialmente avevo tutto quello che mi serviva, ma nessuno mi insegnò a vivere…….Fortunatamente, col tempo, Oscar superò la grave crisi esistenziale, si affermò nella carriera universitaria e soprattutto incontrò Mimma, che sposò e da cui ebbe una figlia.
Come Oscar, altri hanno parlato della loro esperienza ed è emerso un dato comune: negli studi a favore delle adozioni gay si trovano risposte identiche, che fanno pensare a un lavaggio del cervello: «Io sono come tutti, voglio bene ai miei genitori» è la risposta standard. Possibile – osserva Oscar Lopez - che non risulti mai che nelle case omogenitoriali ci siano adolescenti con problemi come in qualsiasi altra famiglia “normale”?
In realtà questi bambini hanno sulle loro spalle molta più pressione di chiunque altro a tenere segrete le cose negative che succedono in casa; e non hanno neppure il diritto di sentirsi arrabbiati o di soffrire per la mancanza di un genitore perché, nel momento in cui esprimono questo loro sentimento. si ritrovano a dover affrontare la rabbia e la contrarietà di familiari, psicologi, professori e della comunità LGBT: devono dimostrare ai genitori e a tutti di essere perfetti e il desiderio che hanno di essere amati li porta a sottomettersi a questo diktat implicito. E’ per questo che a certe domande ribattono con risposte preconfezionate. [NdR: questo magari spiega l’uniformità positiva delle esperienze riferite dalle Famiglie arcobaleno!]
Marco (30 anni): “Ho scoperto l’omosessualità di mia madre quando ero già grande, prima non lo immaginavo nemmeno. Non mi ha disturbato la sua omosessualità e non me ne vergogno
affatto. Anche con la sua compagna mi trovo bene, la considero una parte della famiglia. Quello che mi ha più pesato è stata la mancanza di un padre (DiBa). Ho sempre cercato, negli amici che frequentavano il gruppo di mia madre, una figura paterna.”
Bronagh Cassidy è figlia di due donne che nel 1976 fecero ricorso all’inseminazione artificiale, mescolando lo sperma di due amici gay «per assicurarsi che nessuno avrebbe saputo chi fosse il padre». E oggi confessa: «Crescendo ho sempre avuto la sensazione di essere qualcosa di innaturale (…). Purtroppo i genitori omosessuali «vogliono avere un figlio e non prendono in considerazione come si sentirà il bambino, mentre per i figli «resta irrisolta l’intera questione della propria auto-identità (DiBa). Ho sempre avuto la sensazione di essere dentro un esperimento di laboratorio».

È’ una situazione analoga a quella delineata da Charles Mitchell, adottato da due uomini gay insieme ai due fratelli: «L’adozione omosessuale è un esperimento sociale tragico (…); l’omosessualità ha distrutto la possibilità di farci vivere normalmente».
“Questa vita – confessa Jeremy Deck, cresciuto da due gay – mi ha reso diffidente, incapace di dare fiducia a chiunque».
Da questa ricognizione di esperienze non poteva mancare quella di colui che costituisce ormai una sorta di ”icona” della pretesa di un figlio da parte di coppie omosessuali: Elton John & C. Ne riprendo una sintesi da “Avvenire” del 22-5-14: “i due organizzano un casting per cercare un “eccellente utero” da affittare; pagano duecentomila dollari a una donna canadese. Mescolano lo sperma di Elton John a quello di David, in modo che il figlio non possa mai conoscere il vero padre, così come non potrà incontrare la vera madre: il contratto lo impone. Nasce Zack, viene adagiato sul petto della madre, ma solo per qualche secondo; poi è immediatamente consegnato alla ricca coppia. Per due anni Zack piange, inconsolabile; è lo stesso Elton a rivelarlo in più interviste: l’unica soluzione è mandare il suo jet privato in Canadà per raccogliere quotidianamente il latte materno. E a un certo punto egli stesso dichiara al “Daily Mail”: “Quando Zack capirà di non avere una madre, gli si spezzerà il cuore”. NO COMMENT!

Non penso servano altre parole per constatare la violazione dei diritti di tanti piccoli, più volte richiamata con la sigla DiBa.

CONCLUSIONE.
Ho trovato curioso, ma interessante, questo anonimo commento su un blog:
“Sono laica, lo preciso, e penso che il bambino debba assolutamente crescere con l’immagine di un maschio e di una femmina perchè questa è la vita, è la formula per procreare …per fare un atomo di acqua ci vuole idrogeno e ossigeno …se mischi ossigeno con ossigeno non esce acqua ……queste sono leggi della natura e bisogna rispettarla …o vogliamo rispettare la natura solo quando si parla del disboscamento dell’Amazzonia?
E inoltre:
“Nessuna preclusione, anzi massima apertura alle coppie omosessuali……
Ma ciò che potrebbe essere giusto per loro non lo sarebbe nei confronti dei figli adottati o nati da fecondazione eterologa, assistita, ovodonazione, etc., I QUALI NON POSSONO ESPRIMERE LA PROPRIA VOLONTA’. Un domani non chiederemo ai figli delle coppie omosessuali se siano felici o infelici della loro esperienza di vita, ma se sia stato giusto ciò che hanno ricevuto, senza aver avuto la possibilità di scegliere. (Fabio De Paulis)  


FUORI PORTA WEB © 2000
Vietata la riproduzione, anche parziale, senza autorizzazione scritta rilasciata, esclusivamente, dal blogger fondatore.


Segui FUORI PORTA WEB sui social

      


Per pubblicare sul blog FUORI PORTA WEB inviare l'e-mail all'indirizzo

fpw@guglionesi.com






FUORI PORTA WEB

Sito non rientrante nella categoria dell'informazione periodica (Legge n. 62 del 7 marzo 2001)
.
Il sito non è finanziato con fondi di Enti istituzionali. È un'iniziativa culturale di ARS idea studio.
Note legali sull'uso del blog FUORI PORTA WEB


ARS ● C.so Conte di Torino 15 ● 86034 Guglionesi (CB) ● Tel. +39 0875 681040 - +39 0875 518133 ● P.IVA 01423060704
Tutti i diritti riservati da Fuoriportaweb by ARSideastudio.com