LE ORIGINI

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 L'era paleolitica

Viveva di caccia e di pesca, circa settecentomila anni fa, a ridosso dell’area oggi occupata da Isernia, uno dei primi abitatori dell’Italia meridionale, l’Homo Aeserniensis. In prossimità di un corso d’acqua aveva realizzato capanne con zanne d’elefante ed ossa piatte di rinoceronti, cinghiali, bisonti ed altre fiere. Era un homo erectus, organizzato in gruppi.



L’insediamento tornò alla luce nel 1978. Fu esplorato dagli studiosi dell’Università di Ferrara. Parte dei reperti fu asportata dalla località del rinvenimento - la Pineta - e collocata presso il Museo Nazionale di Santa Maria delle Monache, ad Isernia, dove è tuttora esposta. Qui è stato ricostruito il paleosuolo. Oggetti litici ed altri elementi ossei di ippopotami, megaceri, leoni, cervidi e di altri ancora, sono esposti in speciali vetrine, offrendo uno spaccato del Quaternario nel bacino del Mediterraneo: un tempo in cui il territorio di Isernia sopportava un altro clima ed era popolato dai tipici animali dei grandi spazi africani.


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