27/07/2026
Chiesa di San Felice Martire, Guglionesi
Diocesi Termoli-Larino
Eventi
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L’Arte di Sergio Lombardo

La Diocesi di Termoli-Larino e la Parrocchia Santa Maria Maggiore di Guglionesi hanno il piacere di presentare l’installazione permanente site-specific progettata dall’artista Sergio Lombardo per la Chiesa di San Felice a Guglionesi (Campobasso). Si tratta di uno straordinario intervento di arte contemporanea all’interno di un’architettura ecclesiastica storica.

L'edificio sacro che ospita l'opera fu edificato tra il 1761 e il 1763 per volere della duchessa Cosmantonia Caracciolo – il cui stemma lapideo sormonta tuttora il portale d’ingresso – sorgendo dai resti di una preesistente e più piccola cappella di famiglia, preventivamente demolita. La chiesa presenta una pianta irregolare in muratura, sviluppata su una navata centrale e arricchita da cappelle laterali dotate di altari. L’altare maggiore è consacrato a San Felice Martire: le sue spoglie, traslate da Roma su concessione di Papa Clemente XIII, furono accolte nel nuovo tempio di Guglionesi e custodite in un'urna per la venerazione dei fedeli. Del prezioso corredo liturgico fa parte una pregevole tovaglia che ne reca ricamata l'effigie. A perenne memoria del solenne avvenimento, la duchessa istituì in suo onore una fiera da celebrarsi ogni due di agosto, un appuntamento da allora strettamente legato alle tipiche tradizioni gastronomiche locali. Proprio sull’ampia navata centrale, dall’ingresso principale fino all’altare, si concentra oggi l’intervento di Sergio Lombardo. La pavimentazione storica a riggiole era stata rimossa molti decenni fa, sostituita da un rivestimento in cemento a piccoli disegni in bianco e nero, anch’esso giunto a noi fortemente lacunoso e degradato. All’avvio del restauro, la navata si presentava dunque priva di una pavimentazione degna, ridotta a un grezzo massetto cementizio. Della ricca decorazione originale voluta dalla duchessa Caracciolo sopravviveva soltanto il rivestimento in maiolica dipinta della cappella di famiglia, caratterizzato da motivi floreali e dallo stemma nobiliare: un'opera d'arte pienamente inserita nella tradizione dei grandi centri di produzione ceramica dell'Italia meridionale. Nel 2013, a conclusione di un importante ciclo di restauri curato dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Molise, si è posto il problema di colmare il grande vuoto visivo di un interno ecclesiale sostanzialmente privo di connotazioni cromatiche e pavimentazione. Per realizzare il nuovo pavimento dell’aula si è scelto di attingere alla tradizione dei pavimenti in maiolica colorata. Per ideare una soluzione su misura, la scelta è caduta su Sergio Lombardo, artista che già in passato aveva dimostrato una spiccata sensibilità per l’architettura e che conosceva e frequentava assiduamente il Molise. Ispirandosi alle tonalità delle maioliche conservate, Lombardo ha definito la veste cromatica del nuovo piano calpestabile: una mattonella di 40x40 cm in grès porcellanato nero con stampa serigrafica a quattro colori, prodotta da Ceramica Gatti 1928 S.n.c. di Faenza (Ravenna).

L'opera va intesa come una vera e propria componente architettonica, fruibile e vissuta, e non come un mero elemento decorativo. I toni accesi, che nelle maioliche storiche derivavano da pigmenti naturali, sono qui rielaborati dall'artista attraverso un'intuizione cruciale: l'adozione del nero di fondo al posto del classico bianco. Questa scelta satura la superficie ed esalta per contrasto le altre tre sfumature selezionate, dialogando in modo armonioso con il candore assoluto delle pareti circostanti. Per garantire una percezione visiva continua, le fughe tra i singoli moduli sono ridotte al minimo. La posa segue un ordinamento algoritmico derivato da un'opera di Pittura Stocastica del 2012: Stochastic Tiling - Uccelli (SAT 1996), vinilico su tela, 300x200 cm. L'allestimento attuale rappresenta tuttavia solo una delle infinite combinazioni permesse dal disegno dell'artista. Essendo la mattonella "toroidale" – ossia concepita in modo che i motivi grafici proseguano da un bordo all'altro senza soluzione di continuità (da destra a sinistra, dall'alto in basso) – la composizione finale si configura come un'opera generata direttamente nel "farsi" dell’immagine attraverso la tassellatura.

Questo approccio modulare rappresenta un elemento costante nell'intera ricerca di Sergio Lombardo. Dai celebri Monocromi (1958-61) fino alle più recenti evoluzioni della sua pittura, l'uso del modulo attraversa tutta la sua produzione, trovando espressione sia nella pittura che nella scultura, sia nei lavori storici degli anni Sessanta sia nelle tassellature stocastiche (Stochastic Tilings) che lo hanno impegnato nella seconda metà della sua carriera. Avviato giovanissimo all’interno del celebre gruppo romano di Piazza del Popolo, il suo percorso si è sviluppato in chiave fortemente sperimentale. Pur attraversando fasi creative molto diverse tra loro, Lombardo ha mantenuto un costante rigore metodologico basato su presupposti scientifici, confluiti poi nella formulazione della "teoria eventualista": un approccio estetico-scientifico che concepisce l'opera d'arte come uno stimolo sperimentale, volto a innescare reazioni psicologiche libere e imprevedibili nel pubblico. L'interesse per la scomposizione geometrica – testimoniato fin dalla seconda metà degli anni Sessanta da sculture iconiche come Scatola con 24 cubi (1967), oggi custodita presso il Museo di Arte Contemporanea di Termoli (MACTE) – trova una nuova deviazione a partire dagli anni Ottanta. In questo periodo, Lombardo avvia le sue indagini sulla Pittura Stocastica: un metodo generativo volto a creare forme astratte e prive di significato precostituito, ma dotate di un forte potere evocativo e proiettivo, elaborate tramite formule matematiche di sua invenzione. Nel decennio successivo, queste ricerche integrano la modularità, prima in bianco e nero e poi a colori, fino a concretizzarsi in veri e propri "Pavimenti Stocastici", di cui il monumentale intervento di Guglionesi rappresenta l'ultimo, straordinario, esito.

La produzione delle piastrelle e la loro posa in opera sono state coordinate da un qualificato gruppo di progettisti composto dall’arch. Claudio Greco – esperto di architettura stocastica e già curatore di svariati allestimenti basati sui modelli di Lombardo –, dall’arch. Ivano Ludovico con l’arch. Francesca De Cinque, direttore dei lavori e consulente della Diocesi per i Beni culturali ecclesiastici insieme al suo direttore l’ing. Alessandro Rucci, e l’arch. Carlo Birrozzi, oggi Direttore dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione e già Soprintendente della SABAP Molise nelle fasi iniziali del progetto, con le maestranze della ditta De Maioribus di Santa Croce di Magliano. L'intervento, concordato fin dal 2012 con l’allora Vescovo di Termoli-Larino, S.E.R. Monsignor Gianfranco De Luca, è stato realizzato grazie ai fondi dell'8x1000 della Chiesa Cattolica (CEI) e sotto l'alta sorveglianza del Ministero della Cultura (SABAP Molise). Oggi il progetto giunge finalmente a compimento grazie al decisivo impegno del parroco di Guglionesi, don Stefano Chimisso, e con l'alta sorveglianza del Ministero della Cultura attraverso la locale Soprintendenza diretta dall’arch. Francesca Riccio e, in particolare, con il contributo dei funzionari arch. Domenicantonio Fornaro e dott.ssa Monia Bigucci. L’arch. Clementina Valente aveva curato i restauri della chiesa.

Un’opera unica nel suo genere che si svela alla comunità di fedeli e a tutti i visitatori, candidandosi fin dalla sua inaugurazione a diventare un eccezionale polo d’attrazione culturale e turistica per l’intero territorio molisano.

L’appuntamento per l'inaugurazione è previsto per il 30 luglio 2026 alle ore 18.00 alla presenza delle autorità locali, di quanti hanno curato e seguito i lavori e del nostro Vescovo S.E.R. Mons. Claudio Palumbo.

Il 2 agosto, come da antica tradizione, si celebrerà la Santa Messa.
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