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20/10/2016 ● Cultura
Benvenuti nel ("d" o "r")istretto delle nostre "cianfrusaglie vecchie"
Luigi Sorella ● 1750
Ormai è un rito al quale... partecipiamo ogni anno. A pochi giorni ormai
dalla "incoronazione" del 4 novembre, ricordiamoci di quel mazzolin di fiori -
eppur da tempo "sfiorito" come il fiore della gioventĂą decantata in quella
lapide di eroica virtĂą! - il quale (mazzolin), nonostante eroica "missione", tra
i cittadini indifferenti e i turisti transitanti il borgo, versa in condizioni
ormai di disagio in quello strano e perverso luogo di "cianfrusaglie vecchie"
che, culturalmente, in realtĂ si chiama - o che si definiva nel "Genius Loci" -
ancora "centro storico".
Pare, nonostante ingenti e frequenti investimenti altrove (dissuasori, catenelle,
alberelli, piantarelle,
cestini, fioriere, panche e pancarelle...), che i turisti continuino nel "vizietto" di passeggiare e di
frequentare il "Genius Loci", cioè il camminare tra "cianfrusaglie vecchie"
dell'identitĂ altrui.
Il mazzolin di fiori (cfr. foto di poco fa) è lì dal 29 maggio 2016, giorno del
Corpus Domini. La prossima corona, come da recenti tradizioni, probabilmente
(cfr. archivio FPW) non verrĂ rimossa prima della prossima Pasqua (come
augurio!).
Benvenuti nel ("d" o "r")istretto del nostro "centro storico", dentro ciascuna
sensibilitĂ collettiva.
PS. Non trattasi di critica, ma del coraggio dell'autocritica.

