BLOG FONDATO NEL GIUGNO DEL 2000

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Un viaggio nella cultura non ha alcuna meta: la Bellezza genera sensibilità alla consapevolezza.

Luigi Sorella (blogger).
Nato nel 1968.

Operatore con esperienze professionali (web designer, copywriter, direttore di collana editoriale, videomaker, fotografia digitale professionale, graphic developer), dal 2000 attivo nel campo dell'innovazione, nella comunicazione, nell'informazione e nella divulgazione (impaginazioni d'arte per libri, cataloghi, opuscoli, allestimenti, grafiche etc.) delle soluzioni digitali, della rete, della stampa, della progettazione multimediale, della programmazione, della gestione web e della video-fotografia. Svolge la sua attività professionale presso la ditta ARS idea studio di Guglionesi.

Come operatore con esperienza professionale e qualificata per la progettazione e la gestione informatica su piattaforme digtiali in possesso delle certificazioni European Informatics Passport.

Il 10 giugno del 2000 fonda il blog FUORI PORTA WEB, tra i primi blog fondati in Italia (oltre 4.000.000 visualizzazioni/letture, cfr link).
Le divulgazioni del blog, a carattere culturale nonché editoriale, sono state riprese e citate da pubblicazioni internazionali.

Ha pubblicato libri di varia saggistica divulgativa, collaborando a numerose iniziative culturali.

"E Luigi svela, così, l'irresistibile follia interiore per l'alma terra dei padri sacra e santa." Vincenzo Di Sabato

Per ulteriori informazioni   LUIGI SORELLA


12/02/2026 ● Cultura

Ercole e Deianira

Viaggio nella mitologia.

  Giorgio Senese ● 139


Caro Direttore:
La nuova rubrica, si arricchirà dei disegni realizzati del noto artista locale, nonché nostro comune amico, Antonio Scardocchia, che mi ha autorizzato a pubblicare, a mia discrezione, alcuni dei disegni della sua collana “Odissea”. Sono veramente grato e onorato ad Antonio per questa concessione così…a fiducia!


***

Ercole e Deianira

Nella pillola precedente abbiamo visto come Ercole rapisce Iole, la figlia di Eurito, re di Tessaglia, un uomo fiero e famoso per la sua abilità con l’arco.
Era la donna per cui Ercole aveva distrutto una cittĂ  e che aveva scatenato, senza volerlo, la gelosia di Deianira sua moglie, figlia di Eneo re degli Etoli.
Ercole amava davvero Deianira, ma il destino, come spesso nei miti greci, aveva giĂ  preparato il colpo basso.
Un giorno, durante un viaggio, Ercole e sua moglie arrivarono al fiume Eveno che era in piena.
Su quelle sponde viveva il centauro Nesso, figlio di Issione e di una nuvola, che aiutava i viandanti ad attraversare il fiume in cambio di un compenso.
Ercole si fidò e lasciò che Deianira montasse in groppa al centauro (creatura mezzo uomo e mezzo cavallo, pensate all’icona del segno zodiacale del sagittario), mentre lui attraversava a nuoto il fiume.
Ma Nesso tradì la fiducia: invece di accompagnarla sull’altra sponda, tentò di rapirla per possederla.
Deianira si mise a gridare chiedendo aiuto ed Ercole, eroe per antonomasia, accorse.
Con il suo arco scoccò una freccia avvelenata intinta con il sangue dell’Idra di Lerna e uccise il centauro che però, prima di spirare, si vendicò.
Disse a Deianira che il suo sangue era un filtro d’amore, capace di garantirle per sempre la fedeltà di Ercole. Deianira, ci credette e cadde nell’inganno.
Spaventata all’idea di perdere il marito e ignara del veleno, ne conservò un po’.
Quando Ercole s’invaghi di Iole, Deianira, divorata dalla gelosia e dalla paura, decise che fosse giunto il tempo di usare il filtro amoroso.
Impregnò una tunica con il sangue di Nesso e appena Ercole la indossò, il veleno si attivò.
Il tessuto gli si attaccò alla pelle e cominciò a bruciarlo dall’interno con dei dolori insopportabili. Lui cercò di strapparla via con rabbia, ma peggiorò solo la situazione.
Deianira capì l’orrore di ciò che aveva fatto e dell’inganno in cui era caduta.
Sopraffatta dal rimorso si tolse la vita impiccandosi in solitudine, nelle sue stanze.
Ercole, ormai stremato e senza speranza, fece costruire una pira sul monte Eta.
Salì su di essa e coraggiosamente ordinò che fosse accesa.
Il suo corpo mortale bruciò, ma gli dei ebbero pietà: Zeus lo accolse sull’Olimpo, rendendolo immortale. Un eroe invincibile sconfitto non da schiere di nemici, ma da un inganno, dalla gelosia e dall’amore mal riposto.


La gara di Ulisse (Antonio Scardocchia)



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