BLOG FONDATO NEL GIUGNO DEL 2000

Aggiornato:

x

Un viaggio nella cultura non ha alcuna meta: la Bellezza genera sensibilità alla consapevolezza.

Luigi Sorella (blogger).
Nato nel 1968.

Operatore con esperienze professionali (web designer, copywriter, direttore di collana editoriale, videomaker, fotografia digitale professionale, graphic developer), dal 2000 attivo nel campo dell'innovazione, nella comunicazione, nell'informazione e nella divulgazione (impaginazioni d'arte per libri, cataloghi, opuscoli, allestimenti, grafiche etc.) delle soluzioni digitali, della rete, della stampa, della progettazione multimediale, della programmazione, della gestione web e della video-fotografia. Svolge la sua attività professionale presso la ditta ARS idea studio di Guglionesi.

Come operatore con esperienza professionale e qualificata per la progettazione e la gestione informatica su piattaforme digtiali in possesso delle certificazioni European Informatics Passport.

Il 10 giugno del 2000 fonda il blog FUORI PORTA WEB, tra i primi blog fondati in Italia (oltre 4.000.000 visualizzazioni/letture, cfr link).
Le divulgazioni del blog, a carattere culturale nonché editoriale, sono state riprese e citate da pubblicazioni internazionali.

Ha pubblicato libri di varia saggistica divulgativa, collaborando a numerose iniziative culturali.

"E Luigi svela, così, l'irresistibile follia interiore per l'alma terra dei padri sacra e santa." Vincenzo Di Sabato

Per ulteriori informazioni   LUIGI SORELLA


07/03/2026 ● Cultura

Narciso e Eco

Viaggio nella mitologia.

  Giorgio Senese ● 100


Un altro dei miti più celebri della mitologia greca è certamente quello raccontato in modo famoso dal poeta latino Ovidio nelle Metamorfosi. Una storia d’amore struggente e non corrisposto, orgoglio e trasformazione. La storia di Narciso ed Eco.
Eco era il nome di una ninfa dei boschi, bella e vivace, ma con un difetto: parlava troppo.
Amava chiacchierare e riusciva a intrattenere chiunque.
A Era (Giunone), sorella e poi moglie di Zeus e come tale Regina degli dei, piaceva tanto parlare con lei. Veniva così tanto distratta dalla sua parlantina, che non si accorgeva che quel birbante di Zeus ne approfittava per intrattenersi con altre ninfe.
Ma la sua proverbiale gelosia, nel tempo, ebbe la meglio e quando scoprì le malefatte del galletto, non se la prese con lui, ma con lei.
Così l’ira di Era punì la logorroica ninfa. Da quel momento Eco non avrebbe più potuto parlare liberamente. Poteva soltanto ripetere le ultime parole dette da qualcun altro.
Con una condanna simile, estremamente addolorata per non poter esprimere i propri pensieri, Eco si rifugiò nei boschi.
La volta scorsa abbiamo visto come Adone fosse bello da far girar la testa ad ogni donna, ma non era il solo. C’era un altro giovane di straordinaria bellezza, figlio del dio-fiume Cefiso e della ninfa Liriope. Si chiamava Narciso. Alla sua nascita, un indovino predisse che sarebbe vissuto a lungo, a patto che “non conosca mai sé stesso.”
Crescendo, Narciso divenne così bello che molti si innamoravano di lui.
Dico molti perché non faceva differenza se erano uomini o donne. Lui però rifiutava tutti con freddezza e disprezzo.
Il destino volle che un giorno Eco vedesse Narciso mentre cacciava nel bosco e se ne innamorò perdutamente. Prese a seguirlo tra gli alberi, senza poter parlare per prima.
A un certo punto però Narciso, sentendo dei rumori, gridò: “C’è qualcuno qui?”
Eco rispose: “Qui!”
Lui disse: “Vieni!”
E lei, felice, ripeté: “Vieni!”
Quando finalmente gli si avvicinò per abbracciarlo, Narciso nella sua consueta arroganza la respinse con durezza: “Piuttosto morire che concedermi a te!” le disse.
Eco si sentì umiliata, ma poté solo ripetere: “A te…”
Così spezzata dal dolore, tornò a nascondersi nei boschi e con il tempo, per non essere stata corrisposta, le sue ossa si mutarono in sasso; di lei rimase solo la voce.
Quella voce che ancora oggi ripete le parole tra le montagne.
Ma Narciso non la passò liscia. Gli dei avevano seguito la vicenda della povera ninfa e decisero di punire Narciso per la sua crudeltà.
Un giorno, andando a caccia tra i boschi ebbe sete. Trovò una fonte limpida e vi si chinò per bere. Nell’acqua vide un volto meraviglioso e se ne innamorò all’istante.
Doveva essere un po’ tonto perché non capì che si trattava della sua stessa immagine.
Cercava di toccarla, ma l’immagine svaniva al contatto del dito con l’acqua. Tornava però, quando l’acqua si calmava e Narciso restò lì, incapace di staccarsi.
Qui le versioni sono due: morì di dolore oppure cadde dentro annegando.
Comunque sia il giovane si consumò d’amore per sé stesso e dal suo nome deriva il termine narcisismo, che indica appunto, un eccessivo amore per sé stessi.
Al suo posto nacque un bellissimo fiore bianco e giallo che porta il suo nome: il narciso.



Circe (Antonio Scardocchia 2024)



Cartellone

Cartellone





FUORI PORTA WEB

FUORI PORTA WEB BLOG DAL 2000
Vietata la riproduzione, anche parziale e/o in digitale (e attraverso post sui social), senza autorizzazione scritta e rilasciata, esclusivamente, dal blogger fondatore.

Per pubblicare sul blog FUORI PORTA WEB inviare la richiesta di divulgazione all'e-mail: fpw@guglionesi.com