BLOG FONDATO NEL GIUGNO DEL 2000

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Un viaggio nella cultura non ha alcuna meta: la Bellezza genera sensibilità alla consapevolezza.

Luigi Sorella (blogger).
Nato nel 1968.

Operatore con esperienze professionali (web designer, copywriter, direttore di collana editoriale, videomaker, fotografia digitale professionale, graphic developer), dal 2000 attivo nel campo dell'innovazione, nella comunicazione, nell'informazione e nella divulgazione (impaginazioni d'arte per libri, cataloghi, opuscoli, allestimenti, grafiche etc.) delle soluzioni digitali, della rete, della stampa, della progettazione multimediale, della programmazione, della gestione web e della video-fotografia. Svolge la sua attività professionale presso la ditta ARS idea studio di Guglionesi.

Come operatore con esperienza professionale e qualificata per la progettazione e la gestione informatica su piattaforme digtiali in possesso delle certificazioni European Informatics Passport.

Il 10 giugno del 2000 fonda il blog FUORI PORTA WEB, tra i primi blog fondati in Italia (oltre 4.000.000 visualizzazioni/letture, cfr link).
Le divulgazioni del blog, a carattere culturale nonché editoriale, sono state riprese e citate da pubblicazioni internazionali.

Ha pubblicato libri di varia saggistica divulgativa, collaborando a numerose iniziative culturali.

"E Luigi svela, così, l'irresistibile follia interiore per l'alma terra dei padri sacra e santa." Vincenzo Di Sabato

Per ulteriori informazioni   LUIGI SORELLA


27/03/2026 ● Cultura

La maledizione di Edipo

Viaggio nella mitologia.

  Giorgio Senese ● 170


La storia di Edipo è uno dei miti più famosi della mitologia greca e racconta una tragedia legata al destino, alla colpa e alla ricerca della verità.
Da questa storia deriva anche il concetto psicologico del “Complesso di Edipoâ€, elaborato da Sigmund Freud. È nota grazie alle tragedie di Sofocle, soprattutto la celebre opera “Edipo Reâ€.

In quel tempo, la città di Tebe era governata dal re Laio e dalla regina Giocasta.
Laio un giorno volle consultare l’Oracolo di Delfi, circa il futuro del suo regno e sicuramente non si aspettava che gli facesse invece, la più terribile delle profezie:
«Tuo figlio ti ucciderà e poi sposerà tua moglie Giocasta, sua madre».
Laio riferì la cosa a Giocasta e spaventati, quando nacque il bambino decisero di liberarsene.
Lo affidarono a uno schiavo con l’ordine di legarono per i piedi e abbandonarlo sulla montagna Citerone, perché morisse.
Ma lo schiavo non ebbe il coraggio di fare l’infanticidio fino in fondo e lo affidò alle cure di un pastore corinzio che lo portò al suo re e alla regina di Corinto, Polibo e Merope, che non avendo figli, lo adottarono. Lo chiamarono Edipo, nome che significa più o meno “dai piedi gonfiâ€, per via delle ferite causate dalle corde.
Quando Edipo fu grande, l’oracolo gli disse quello che aveva detto al re Laio.
«Ucciderai tuo padre e sposerai tua madre».
Pieno di orrore Edipo, per evitare quel destino, fuggì convinto che i suoi genitori fossero Polibo e Merope.
Si diresse a Tebe e durante il viaggio incontrò un uomo anziano, il re Laio, con la sua scorta a un incrocio di strade.
Nacque una lite furibonda per ragioni di precedenza e Edipo lo uccise senza sapere chi fosse.
Così la prima parte della profezia si avverò.
Arrivato a Tebe la trovò terrorizzata dalla Sfinge, un mostro che aveva il corpo di leone con le ali e il testa da giovane ragazza. Dimorava sopra una rupe vicino alla città e uccideva tutti quelli che non indovinavano l’enigma che essa proponeva:
«Qual è quella cosa che ha voce, che la mattina va con quattro piedi, a mezzogiorno con due e alla sera con tre?»
I tebani promisero la signoria della città a chi avrebbe indovinato l’enigma, perché solo allora, secondo l’oracolo, la Sfinge si sarebbe precipitata dalla rupe e avrebbe tirato le cuoia.
Edipo interpellato dalla Sfinge rispose:
«Questa cosa è “l’uomo†che da bambino gattona, da adulto cammina su due gambe e da vecchio usa il bastone». La Sfinge si suicidò e Tebe fu liberata.
Così per gratitudine, i tebani offrirono a Edipo il trono e la mano della regina vedova: Giocasta.
Edipo la sposò senza sapere che era sua madre, realizzando così la seconda parte della profezia.
Con lei procreò parecchi figli tra cui Antigone e Eteocle.
Passarono molti anni felici quando una pestilenza colpì Tebe e Edipo si recò a consulto dall’oracolo:
«La città di Tebe è maledetta perché l’assassino del re Laio vive lì. La peste passerà solo quando costui sarà bandito dalla città»
Indagando, pezzo dopo pezzo, Edipo scoprì la verità tramite l’indovino Teresia e cioè che era stato lui a uccidere Laio, suo vero padre e che Giocasta, sua moglie, era sua madre.
Quindi il colpevole era lui.
Giocasta, disperata, si tolse la vita impiccandosi.
Edipo si accecò con le fibbie del vestito della madre e lasciò il trono, andando in esilio fino alla morte.



La maledizione di Edipo (Antonio Scardocchia 2026)



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