BLOG FONDATO NEL GIUGNO DEL 2000

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Un viaggio nella cultura non ha alcuna meta: la Bellezza genera sensibilità alla consapevolezza.

Luigi Sorella (blogger).
Nato nel 1968.

Operatore con esperienze professionali (web designer, copywriter, direttore di collana editoriale, videomaker, fotografia digitale professionale, graphic developer), dal 2000 attivo nel campo dell'innovazione, nella comunicazione, nell'informazione e nella divulgazione (impaginazioni d'arte per libri, cataloghi, opuscoli, allestimenti, grafiche etc.) delle soluzioni digitali, della rete, della stampa, della progettazione multimediale, della programmazione, della gestione web e della video-fotografia. Svolge la sua attività professionale presso la ditta ARS idea studio di Guglionesi.

Come operatore con esperienza professionale e qualificata per la progettazione e la gestione informatica su piattaforme digtiali in possesso delle certificazioni European Informatics Passport.

Il 10 giugno del 2000 fonda il blog FUORI PORTA WEB, tra i primi blog fondati in Italia (oltre 4.000.000 visualizzazioni/letture, cfr link).
Le divulgazioni del blog, a carattere culturale nonché editoriale, sono state riprese e citate da pubblicazioni internazionali.

Ha pubblicato libri di varia saggistica divulgativa, collaborando a numerose iniziative culturali.

"E Luigi svela, così, l'irresistibile follia interiore per l'alma terra dei padri sacra e santa." Vincenzo Di Sabato

Per ulteriori informazioni   LUIGI SORELLA


28/04/2026 ● Mitologia

Cassandra

Viaggio nella mitologia.

  Giorgio Senese ● 83


Un dono può essere meraviglioso e allo stesso tempo tragico?
Nella mitologia greca tutto è possibile e questo tipo di dono era stato dato a Cassandra.
Lei riusciva a vedere il futuro, ma nessuno le credeva.

Ma andiamo per ordine.
Cassandra era una principessa di Troia, figlia del re Priamo e della regina Ecuba.
Sorella, quindi, di Ettore che abbiamo visto nelle pillole precedenti ucciso da Achille.
Lei era nota per la sua bellezza e la sua intelligenza.
Apollo si innamorò di lei e volle concederle un grande potere. Quello del profezia.
Era davvero una grande dono ma, nonostante questo, Cassandra non ricambiò il suo amore, anzi lo respinse con un gran rifiuto.
Il dio, fedele a se stesso, non tornò indietro. Le lasciò il dono, ma fece in modo che nessuno credesse mai alle sue predizioni ed è qui che il dono diventò una maledizione.
Durante la Guerra di Troia, Cassandra previde eventi cruciali.
Avvertì i Troiani del pericolo del “Cavallo di Troiaâ€, così come predisse anche la caduta della città, ma come sempre, fu ignorata.
Pensate alla sua disperazione, lei sapeva esattamente cosa sarebbe successo, ma non poteva cambiare nulla.
Dopo la caduta della città, alla fine della Guerra di Troia, il suo destino sarebbe stato ancora più tragico.
Venne fatta prigioniera come bottino di guerra da Agamennone, dal capo degli Achei.
Lui la portò con sé a Micene come schiava e concubina, ma qui, ad attenderlo c’era sua moglie Clitennestra che lo accolse con apparente gentilezza perché, in realtà odiava il marito e stava preparando la sua vendetta.
Agamennone aveva sacrificato la loro figlia Ifigenia per ottenere venti favorevoli e partire per la guerra di Troia e lei per anni aveva tramato perché voleva vendicarsi di questo.
Cassandra in tutto questo restò in silenzio, immobile, evidentemente percepiva qualcosa di terribile.
Il bersaglio principale di Clitennestra era suo marito Agamennone, ma portava nel palazzo reale una concubina che, per quanto schiava fosse, era pur sempre una principessa troiana bellissima e con il dono della profezia.
Anche se non veniva creduta, per Clitennestra era una figura troppo scomoda e pericolosa.
Un affronto indicibile alla sua persona e una dimostrazione di potere e dominio, imposto da quell’uomo che lei voleva morto.
Quindi Cassandra diventò indirettamente una minaccia, una presenza intollerabile che si confermò tale quando fece una potente profezia.
Cassandra vide il palazzo del re come un luogo lordo di sangue di delitti passati e rievocò antiche colpe della famiglia. Poi previde chiaramente la morte per Agamennone e, soprattutto, vide la propria morte che era ormai imminente.
Tutti i presenti restarono sconvolti…ma nessuno riuscì a capirla e a crederle.
La maledizione di Apollo si manifestò a quel punto, nel modo più tragico possibile.
Cassandra sapeva di non poter cambiare il suo destino in alcun modo e si arrese accettandolo passivamente. Non cercò di scappare, non si ribellò, non era più solo una vittima, ma quasi una eroina consapevole.

Nella tragedia “Agamennone†di Eschilo, la morte di Cassandra non viene mostrata direttamente in scena, ma è raccontata in modo molto potente.
Cassandra entra nel palazzo al seguito di Agamennone, sapendo che morirà.
Dentro, Clitennestra che aveva progettato tutto nei minimi particolari, insieme al suo amante Egisto, li attendeva.
Agamennone venne assassinato mentre stava facevo il bagno nella vasca. Fu avvolto e intrappolato in un panno e pugnalato. Cassandra fu uccisa subito dopo con la stessa arma.
Il pubblico a teatro, non vede l’omicidio, ma lo percepisce dalle urla disumane di Agamennone dall’interno e il silenzio successivo, carico di tensione.
Poi Clitennestra riappare sulla scena trionfante, accanto ai cadaveri, dichiarando apertamente ciò che ha fatto, rivendicando la vendetta per Ifigenia.

Il mito di Cassandra e potente perché la sua morte non è solo violenta, ma anche profondamente simbolica: è l’ultima conferma della sua condanna a vedere la verità senza poterla cambiare.
Per questo oggi si parla di “sindrome di Cassandra†quando si vuole indicare qualcuno che dice delle verità, ma non viene ascoltato.




Cassandra (Antonio Scardocchia 2026)



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