Aggiornato:
14/05/2026 ● Cultura
L’abside più antica
Luigi Sorella ● 223
Nel centro storico di Guglionesi, tra vicoli antichi, pietre medievali e memorie stratificate nei secoli, sopravvive uno dei segni più autentici dell’identità storica cittadina: l’abside medievale della chiesa di San Nicola, edificio romanico risalente all’XI secolo, tra i manufatti architettonici più rilevanti nell’assetto urbanistico di matrice costitutiva del borgo. Un monumento testimone di circa mille anni di storia, documentato già nell’anno 1049 — prima della traslazione delle reliquie di San Nicola da Myra a Bari (1087) — e patrimonio della collettività generazionale.
L’abside di San Nicola non rappresenta soltanto un elemento architettonico significativo, ma è una testimonianza preziosa del romanico molisano, della spiritualità medievale e quindi della formazione e trasformazione urbana di Guglionesi. Le absidi romaniche, con la loro essenzialità volumetrica e simbolica, erano il fulcro spirituale dell’edificio sacro: orientate verso oriente, evocavano la luce, la rinascita e il senso del sacro nella vita comunitaria. Sono sentinelle della memoria urbanistica nelle coordinate storiche della comunità civica.
A rendere ancora più suggestivo il contesto urbano è la presenza, addossata alla chiesa, di una piccola abitazione che per secoli fu il dormitorio (“romitorio”), la residenza di un eremita. Gli atti conservati nell’archivio storico parrocchiale documentano infatti la presenza stabile di un religioso dimorante fino al XVIII secolo. Il 28 novembre dell’anno 1728, probabilmente ancora prima del nuovo assetto interno in stile settecentesco (poi rimosso nel restauro degli Settanta dello scorso secolo, a seguito del recupero della cripta), è registrato nell’archivio parrocchiale l’atto di morte di Frate MichelAngelo Antonio Accetti “Eremita S. Nicolai”, sepolto nella stessa chiesa di San Nicola. Una vicenda poco nota ma di grande fascino storico, che restituisce l’immagine di una religiosità semplice e mistica, profondamente intrecciata alla vita della comunità locale.
Il centro storico guglionesano possiede tutte le caratteristiche per diventare un itinerario culturale di notevole interesse. Chiese antiche ed edifici reinterpretati nel tempo da vari stili artistici e architettonici, arredi sacri di autorevole maestranza, scorci medievali, palazzi storici, soluzioni urbanistiche di piazze, strade e vicoli di ogni epoca, archivi storici locali e tradizioni popolari costituiscono un tessuto identitario di pregio e valore artistico. In un contesto urbano di tanta autenticità secolare, la chiesa di San Nicola rappresenta una delle tappe più significative di un percorso di (ri)scoperta dell’impianto urbanistico e culturale del borgo molisano.
L'accessibilità all’abside di San Nicola suggerisce una riflessione più ampia nella fruibilità patrimoniale del centro storico. Quando un elemento architettonico, di evidente interesse storico e urbanistico, appartiene alla memoria di un’intera comunità, diventa naturale interrogarsi su forme di tutela e valorizzazione del proprio patrimonio, privato e pubblico. Rendere culturalmente comunitario ogni bene culturale non significherebbe soltanto recuperare un manufatto architettonico nella sua integrità patrimoniale: vorrebbe dire restituire integralmente ai cittadini — e a chiunque — una parte della propria storia. Significherebbe offrire alle nuove generazioni la possibilità di conoscere un frammento autentico del passato e promuovere una maggiore consapevolezza del valore culturale diffuso nel borgo antico. Ogni pietra storica recuperata allo sguardo collettivo è una pagina di memoria che non si spegne lentamente, divenendo occasione di crescita culturale, identità e avvenire.
Altre chiese di edificazione medievale sono andate distrutte nel corso del tempo. Tra quelle scomparse relativamente di recente, nel XIX secolo, si ricordano le chiese di San Giovanni Battista — nella contrada presso la Porta da Piedi —, di San Donato — nei pressi dell’imponente Palazzo Ducale — e di San Pietro, situata nell’omonima contrada in prossimità della Porta da Capo, anch’essa sacrificata alle trasformazioni urbanistiche di ammodernamento e a una certa "cultura demolitrice" dell’Ottocento.
Dedicata alla Vergine Maria Madre di Dio, si conserva la splendida cripta romanica già allestita nell’anno 1102 allorché, nel cuore urbanistico del medioevo guglionesano, il 3 giugno furono solennemente deposte le reliquie del Santo patrono, l’abate benedettino di nome Adamo. Testimonianza della conversione normanna durante la transizione territoriale dei possedimenti longobardi nella metà circa dell’XI secolo, la cripta di Guglionesi è un autentico gioiello d’arte sacra, un richiamo spirituale, culturale e turistico da secoli.
