FUORI PORTA WEB
BLOG FONDATO NEL GIUGNO DEL 2000

Aggiornato:

3.040
Oggi
51.193
Ottobre
2.401.695
2026
6.945.702
Totale
×
x

❝

Un viaggio nella cultura non ha alcuna meta: la Bellezza genera sensibilità alla consapevolezza.

Luigi Sorella (blogger).
Nato nel 1968.

Operatore con esperienze professionali (web designer, copywriter, direttore di collana editoriale, videomaker, fotografia digitale professionale, graphic developer), dal 2000 attivo nel campo dell'innovazione, nella comunicazione, nell'informazione e nella divulgazione (impaginazioni d'arte per libri, cataloghi, opuscoli, allestimenti, grafiche etc.) delle soluzioni digitali, della rete, della stampa, della progettazione multimediale, della programmazione, della gestione web e della video-fotografia. Svolge la sua attività professionale presso la ditta ARS idea studio di Guglionesi.

Come operatore con esperienza professionale e qualificata per la progettazione e la gestione informatica su piattaforme digtiali in possesso delle certificazioni European Informatics Passport.

Il 10 giugno del 2000 fonda il blog FUORI PORTA WEB, tra i primi blog fondati in Italia (oltre 4.000.000 visualizzazioni/letture, cfr link).
Le divulgazioni del blog, a carattere culturale nonché editoriale, sono state riprese e citate da pubblicazioni internazionali.

Ha pubblicato libri di varia saggistica divulgativa, collaborando a numerose iniziative culturali.

"E Luigi svela, così, l'irresistibile follia interiore per l'alma terra dei padri sacra e santa." Vincenzo Di Sabato

Per ulteriori informazioni   LUIGI SORELLA


04/09/2026 ● Politica

Il voto e le regole del gioco

Dal 48,51% della Democrazia Cristiana nel 1948 alle trasformazioni del voto italiano.

  Redazione FPW ● 223


Il confronto tra le diverse stagioni elettorali va letto anche alla luce delle continue trasformazioni della legge elettorale. Dalla Prima Repubblica alla Seconda, e fino all'attuale sistema, le regole con cui vengono tradotti i voti in seggi hanno influenzato profondamente la formazione delle coalizioni e le strategie dei partiti.

In Italia, non di rado, la legge elettorale è stata modificata proprio alla vigilia di un nuovo appuntamento con le urne, spesso da maggioranze politiche consapevoli di avvicinarsi alla fine della legislatura. Il passaggio dal sistema proporzionale ai meccanismi maggioritari degli anni Novanta favorì la nascita delle grandi coalizioni pre-elettorali; successivamente, nuove riforme hanno nuovamente modificato gli equilibri, incidendo sulla struttura delle alleanze e sulla competizione tra i partiti.

Anche la prossima elezione politica si inserirà dunque in questo processo di trasformazione. Le coalizioni con cui gli italiani saranno chiamati a scegliere il nuovo Parlamento dipenderanno non soltanto dai rapporti di forza tra i partiti, ma anche dalle regole elettorali con cui quei voti saranno trasformati in seggi.

È una costante della storia repubblicana: cambiano i partiti, cambiano le coalizioni e, talvolta, cambiano le regole prima ancora del voto. Per questo i grandi risultati del 1948, del 2008 e del 2014 appartengono a contesti politici e istituzionali differenti. Il numero può essere confrontato; la storia che lo ha prodotto, molto meno.

C’è un numero che nella storia elettorale italiana non è mai stato superato: 48,51%. È la percentuale ottenuta dalla Democrazia Cristiana alle elezioni politiche del 18 aprile 1948, quando la DC raccolse alla Camera 12.740.042 voti e conquistò da sola la maggioranza assoluta dei seggi.

Fu il momento di massima forza elettorale di un singolo partito nella storia della Repubblica. Il quinto governo De Gasperi nacque tuttavia come esecutivo centrista, sostenuto da Democrazia Cristiana, Partito Repubblicano Italiano, Partito Liberale Italiano e Partito Socialista dei Lavoratori Italiani. Nel complesso, le forze della maggioranza rappresentavano oltre il 60% dei voti.

Quel risultato apparteneva a un'Italia appena uscita dalla guerra, nella quale la contrapposizione tra grandi culture politiche aveva assunto una dimensione quasi esistenziale. La Democrazia Cristiana rimase il principale partito italiano per tutta la Prima Repubblica, pur senza mai ripetere il risultato del 1948. Nel 1953 scese al 40,1%, nel 1958 risalì al 42,4%, mentre nel 1963 si attestò al 38,3%. Negli anni successivi il consenso democristiano continuò lentamente a ridursi, fino al 34,3% del 1976 e al 32,9% del 1983.

Nel frattempo cresceva il Partito Comunista Italiano, che raggiunse il suo massimo storico nel 1976, con il 34,4%. Quella tornata rappresentò l'apice della grande competizione tra DC e PCI, due partiti che insieme raccoglievano oltre i due terzi dell'elettorato italiano.

La geografia politica cominciò poi a cambiare, a partire dal 1978 con l’assassinio di Aldo Moro, generando la premessa decadenza della prima Repubblica.

Nel 1987 la DC rimase al 34,3%, mentre il PCI scese al 26,6%. Nel 1992, alle ultime elezioni della Prima Repubblica, la DC ottenne il 29,7% e il sistema dei grandi partiti di massa mostrava già evidente il declino inesorabile che sarebbe esplosa poco dopo sotto la spinta giudiziaria dei finanziamenti ai partiti.

Con gli anni Novanta arrivò la trasformazione del sistema politico. La certificazione della fine della Prima Repubblica, il crollo dei partiti tradizionali e l'introduzione di meccanismi elettorali in parte maggioritari favorirono la nascita delle coalizioni pre-elettorali. Il consenso non si sarebbe più misurato soltanto sulla forza dei singoli partiti, ma anche sulla capacità di costruire alleanze.

Nel 1994 Forza Italia di Silvio Berlusconi ottenne il 21% alla Camera e divenne il principale partito della nuova stagione politica. Nel 1996 fu invece l'Ulivo di Romano Prodi a prevalere come principale schieramento di centrosinistra, mentre il sistema continuava a evolversi attraverso nuove leggi elettorali e nuove formule di coalizione, preservandone l’instabilità governativa dentro il sistema aggregativo del bipolarismo.

Il punto più alto della Seconda Repubblica, considerando il consenso delle coalizioni, arrivò con le elezioni del 2008. Il centrodestra guidato da Berlusconi raccolse complessivamente circa il 47% dei voti e conquistò una larga maggioranza parlamentare. Il Popolo della Libertà, da solo, ottenne il 37,4% alla Camera. Ma neppure quella maggioranza portò storicamente a termine il mandato elettorale.

Negli anni successivi il quadro si sarebbe ulteriormente frammentato. Alle elezioni del 2013 nessuna delle principali forze raggiunse una maggioranza autonoma in entrambi i rami del Parlamento: il Partito Democratico guidato da Pier Luigi Bersani ottenne il 25,4% alla Camera, superato di misura dal Movimento 5 Stelle che registrò il 25,6%. Un 51% (“record”?) per un “campo larghissimo” all’epoca luogo di dinamiche profondamente divisive fino ad un “governo tecnico” pur sostenuto con ministeri politici e da ampie porzioni di entrambe le parti.

Questo tripolarismo bloccò il sistema politico, inaugurando una stagione di governi di larghe intese e portando, dopo le elezioni del 2018 e la parentesi del governo di unità nazionale di Mario Draghi (sostenuto da: Movimento 5 Stelle (M5S), Lega, Partito Democratico (PD), Forza Italia (FI), Italia Viva (IV), Liberi e Uguali (LeU) con Articolo Uno, Azione ossia +Europa, Centro Democratico, Coraggio Italia, Noi con l'Italia, Unione di Centro, MAIE e varie componenti del Gruppo Misto), allo scioglimento anticipato delle Camere nel 2022.

Le successive elezioni politiche hanno visto la netta affermazione della coalizione di centrodestra guidata da Fratelli d'Italia e la nascita dell'esecutivo più longevo della storia repubblicana, presieduto da Giorgia Meloni, prima donna a Palazzo Chigi nella storia della Repubblica.



Cartellone

Cartellone





FUORI PORTA WEB

FUORI PORTA WEB BLOG DAL 2000
Vietata la riproduzione, anche parziale e/o in digitale (e attraverso post sui social), senza autorizzazione scritta e rilasciata, esclusivamente, dal blogger fondatore.

Per pubblicare sul blog FUORI PORTA WEB inviare la richiesta di divulgazione all'e-mail: fpw@guglionesi.com