FUORI PORTA WEB
BLOG FONDATO NEL GIUGNO DEL 2000

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Un viaggio nella cultura non ha alcuna meta: la Bellezza genera sensibilità alla consapevolezza.

Luigi Sorella (blogger).
Nato nel 1968.

Operatore con esperienze professionali (web designer, copywriter, direttore di collana editoriale, videomaker, fotografia digitale professionale, graphic developer), dal 2000 attivo nel campo dell'innovazione, nella comunicazione, nell'informazione e nella divulgazione (impaginazioni d'arte per libri, cataloghi, opuscoli, allestimenti, grafiche etc.) delle soluzioni digitali, della rete, della stampa, della progettazione multimediale, della programmazione, della gestione web e della video-fotografia. Svolge la sua attività professionale presso la ditta ARS idea studio di Guglionesi.

Come operatore con esperienza professionale e qualificata per la progettazione e la gestione informatica su piattaforme digtiali in possesso delle certificazioni European Informatics Passport.

Il 10 giugno del 2000 fonda il blog FUORI PORTA WEB, tra i primi blog fondati in Italia (oltre 4.000.000 visualizzazioni/letture, cfr link).
Le divulgazioni del blog, a carattere culturale nonché editoriale, sono state riprese e citate da pubblicazioni internazionali.

Ha pubblicato libri di varia saggistica divulgativa, collaborando a numerose iniziative culturali.

"E Luigi svela, così, l'irresistibile follia interiore per l'alma terra dei padri sacra e santa." Vincenzo Di Sabato

Per ulteriori informazioni   LUIGI SORELLA


10/09/2026 ● Agricoltura

Lettera aperta di un contadino ai Vescovi molisani

Dare un'anima e una voce alla sofferenza delle nostre famiglie contadine, quel mondo contadino delle piccole e medie imprese che sono in estrema povertà.

  Giorgio Scarlato ● 1592


Eccellenze Reverendissime,
sono Giorgio Scarlato un contadino settantaduenne, nativo delle Puglie ma residente da ben 54 anni a Termoli dove per gli ultimi 17 anni, in modo assiduo, con il Comitato spontaneo Agricolo "Uniti per non morire" ho cercato di dare voce attraverso la stampa locale e meridionale, al mondo agricolo dei "senza voce".
Mi rivolgo a Voi pubblicamente con profondo rispetto istituzionale e filiale devozione, animato unicamente dal desiderio di condividere questa grave sofferenza che affligge le nostre comunità rurali da oltre due decenni.
Venne interessato nel novembre del 2009 l'allora Arcivescovo Metropolita di Campobasso Monsignor Bregantini e, in seguito, con altri due scritti e nel luglio del 2014 lo stesso Papa Francesco. CI furono vicini.

Oggi la famiglia contadina monoreddituale fa fatica a tirare a sopravvivere, è vicina al collasso. Vendere il grano, quando lo vogliono, a 21 - 22 euro al quintale, il pomodoro da industria a 13 euro al quintale o il latte bovino a meno di 40 centesimi al litro significa lavorare costantemente in perdita. E così per l'olio o il vino.
Non si tratta di una crisi passeggera ma dello squilibrio generato da trattati internazionali che riducono il cibo a mera merce di scambio, calpestando la dignità di chi coltiva.

In un momento così drammatico si avverte il bisogno di sentire la Chiesa vicina, come custode attenta degli "ultimi" e della Dottrina Sociale, così spesso richiamata da Papa Francesco contro "una economia che uccide".

Nella nostra Fede, il Pane e il Vino non sono merci qualunque: sono i frutti della terra scelti da Cristo per farsi Eucarestia, Suo Corpo e Suo Sangue. C'è un legame indissolubile tra il miracolo dell'Altare e la fatica quotidiana dei campi.
Se il lavoro dietro "quel Pane e quel Vino" vengono umiliati e svalutati, si spezza una catena che è insieme economica - culturale e spirituale.
Per questo, con umiltà rivolgo un accorato appello affinché siate Voi, con la Vostra autorevolezza , a stimolare i parroci delle nostre Diocesi ad un gesto di forte sensibilizzazione.
Sarebbe un segno straordinario se, durante il momento solenne dell'Offertorio, quando si presentano il Pane e il Vino "frutto della terra e del lavoro dell'uomo", si ricordasse brevemente ai fedeli il valore etico e sacro di quei doni e la necessità di difendere chi li produce.

Non si tratterebbe di fare politica, ma di dare un'anima e una voce alla sofferenza delle nostre famiglie contadine, quel mondo contadino delle piccole e medie imprese che sono in estrema povertà.
Se la Chiesa unisce la Sua voce a quella dei contadini, le nostre comunità rurali troveranno la forza morale per non arrendersi.

Confidando nella Vostra paterna attenzione e nella Vostra preghiera, Vi porgo da parte del mondo rurale vero e mio i più Devoti Saluti.

Giorgio Scarlato
Comitato spontaneo Agricolo
"Uniti per non morire"/ COAPI



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