11/3/2015 ● Cultura
Salvare la bellezza, la dimensione di un Popolo [io sto leggendo]
Luigi Sorella ● 1821
Ho letto il libro “Il mondo salverà la bellezza? Responsabilità, anima,
cittadinanza” di Salvatore Settis (edizione Fonte alle Grazie). Un viaggio
rapido per penetrare culturalmente oltre il concetto di Dostoevskij (Idiota): “La
bellezza salverà il mondo”.
Settis restituisce una certa concretezza alle parole del principe Myskin, il
protagonista del romanzo di Dostoevskij: “la bellezza non salverà il mondo se
noi non salviamo la bellezza”.
Il libro risponde ad una domanda fondamentale: “le generazioni future hanno
dei diritti?”. Una risposta umana c’è nella successiva domanda: chi c’è
tra il “prossimo” da amare nei Vangeli di Gesù?
Una riflessione interessante è sostenuta da Edmund Burke (il quale nel 1790
rifletteva sui i risvolti storici della Rivoluzione francese): “gli uomini
che non guardano mai indietro non saranno mai capaci di guardare avanti verso i
posteri”.
Attraverso la salvaguardia del principio di uguaglianza fra i cittadini e della
loro pari dignità, la sensibilità (quindi tutela, valorizzazione e fruibilità!) verso l'ambiente e il patrimonio culturale anche immateriale ["L'idea di 'popolo' è di per sé una cooperazione, una coesistenza e una successione di varie generazioni" (P. Häberle)], la Costituzione (custode della "Dimensione di un Popolo”) diviene lo strumento garante della
libertà e della democrazia nella successione delle generazioni. “La
Costituzione – secondo il prof. Salvatore Settis – va interpretata e
applicata, non cambiata come ci vogliono far credere”.
