BLOG FONDATO NEL GIUGNO DEL 2000
Tra i primi blog fondati in Italia
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Un viaggio nella cultura non ha alcuna meta: la Bellezza genera sensibilità alla consapevolezza.

Luigi Sorella (blogger).
Nato nel 1968.

Operatore con esperienze professionali (web designer, copywriter, direttore di collana editoriale, videomaker, graphic developer), dal 2000 è attivo nel campo dell'innovazione, nella comunicazione, nell'informazione e nella divulgazione (impaginazioni d'arte per libri, cataloghi, opuscoli, allestimenti, grafiche etc.) delle soluzioni digitali, della rete, della stampa, della progettazione multimediale, della programmazione, della gestione web e della video-fotografia. Svolge la sua attività professionale presso la ditta ARS idea studio di Guglionesi.
Il 10 giugno del 2000 fonda il blog FUORI PORTA WEB, tra i primi blog fondati in Italia. Le sue divulgazioni digitali a carattere culturale, nonché editoriali, hanno superato 2.500.000 di visualizzazioni/letture, riprese e citate in varie pubblicazioni internazionali.

"E Luigi svela, così, l'irresistibile follia interiore per l'alma terra dei padri sacra e santa." Vincenzo Di Sabato

Per ulteriori informazioni   LUIGI SORELLA


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Cultura

Le "pietre vive" della civiltà [la mostra d'arte sacra "In me vive"]






Termoli, 31/7/2015     1847


Il ricorrere all’intercessione di un Patrono, per avvicinarsi anche solo culturalmente alla santità in Cristo, trova nutrimento di esperienza spirituale nelle catechesi dei Papi viventi.
I Santi manifestano in diversi modi la presenza potente e trasformante del Risorto; hanno lasciato che Cristo afferrasse così pienamente la loro vita da poter affermare con san Paolo “non vivo più io, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20). Seguire il loro esempio, ricorrere alla loro intercessione, entrare in comunione con loro, "ci unisce a Cristo, dal quale, come dalla Fonte e dal Capo, promana tutta la grazia e tutta la vita dello stesso del Popolo di Dio" (Lumen gentium 50)” [Benedetto XVI, Udienza generale del 13 aprile 2011]. Nell’universalità del messaggio cristiano i Santi sono pietre “vive”, sono pietre angolari tra le “pietre viventi” nella edificazione della “casa di Dio”, cioè dell’essere Chiesa in Cristo. “Con l’Incarnazione del Figlio di Dio, si compie la profezia di Natan al Re Davide (cfr 2 Sam 7,1-29): non è il re, non siamo noi a “dare una casa a Dio”, ma è Dio stesso che “costruisce la sua casa” [...]. Cristo è il Tempio vivente del Padre, e Cristo stesso edifica la sua “casa spirituale”, la Chiesa, fatta non di pietre materiali, ma di “pietre viventi”, che siamo noi” [Francesco, Udienza generale del 26 giugno 2013].

I Santi – e in particolare i Patroni così cari ai vari volti della “pietà popolare” – nell’essere “pietre vive” della “casa di Dio” assolvono all’intercessione accompagnando la preghiera all’essenza del rapporto tra uomo e Dio. Dentro il cammino di fede della “pietà popolare” gli artisti cercano di esplorare racconti, tradizioni, modelli e visioni della santità. Attratta dal vivere la Bellezza nella sua pienezza, l’arte a vocazione sacra si (ri)genera in colori, in forme, in note e in parole interpretando in linguaggio non solo iconografico – pittura, scultura, musica, testi – il dialogo tra uomo e Dio. “O sommo Creatore della luce – dalla preghiera ai margini del Codice Atlantico di Leonardo –, pietà di me umile pintor di Tua Luce”. Nell’umiltà leonardesca si percepisce l’umana differenza tra “opera artistica” e “opera d’arte sacra”: donarsi all’assoluta chiamata del “vive in me” nella “Luce” riflessa dalla santità. La consapevolezza di Leonardo si comprende con la scelta o meno di firmare l’opera d’arte, dando missione e tensione artistiche allo “stile” della preghiera spirituale rispetto al resto.

C’è un’istanza del visitatore allorché osserva il mettere “in mostra” immagini selezionate da un patrimonio di opere d’arte sacra: “non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai” (Es 20,4-5). Dall’esegesi del testo biblico, la vocazione cristiana rende “immagine” ciò che è autentica testimonianza di fede. “I primi cristiani si costruirono delle immagini non certo per farsene degli idoli, ma per creare una memoria” [Fernando e Gioia Lanzi in “Santi e Patroni. Come riconoscerli nell’arte e nelle immagini popolari”].

Oltre la storicità locale nel culto delle sacre reliquie di ciascun Patrono, nella mostra d’arte sacra “In me vive” la dimensione culturale della memoria è proiettata verso l’entrare in comunione con il coro dei Santi Patroni della Diocesi di Termoli-Larino (Basso, Pardo, Timoteo e i Martiri Larinesi), discepoli di Cristo nell’evangelizzazione. Nell’Europa interculturale, tra popoli di ogni identità, si avverte un gran bisogno di “pietre vive”, di “pietre angolari”, cioè di una moderna alleanza con la santità della Chiesa. “Una nuova alleanza tra pensiero ed esperienza religiosa, tra cultura e fede cristiana, nella consapevolezza che i grandi studiosi i grandi politici fanno progredire il sapere e le leggi degli uomini, ma solo i grandi santi fanno progredire la civiltà” [Alessio Geretti in “Il potere e la grazia. I santi patroni d’Europa”].

Info mostra: "In me vive. I Santi Patroni della Diocesi di Termoli-Larino"

Catalogo digitale della mostra "In me vive. I Santi Patroni della Diocesi di Termoli-Larino" - ARS idea studio.



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