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 Guglionesi 
10 minuti... possono cambiare il sistema… per una società più umana


Gianfranco Lalli
Pubblicato in data 15/10/2018 ● FUORI PORTA WEB © 2000

Caro direttore
grazie, perché ci da modo di pensare ad alta voce e di poter condividere pensieri e vissuti sul suo blog.

L’esperienza del terremoto che abbiamo vissuto, da poco ed in vario modo, credo che abbia lasciato in tutti l’amara verità di quanto sia sproporzionata la forza del sisma rispetto a tutte le certezze e bei traguardi che come uomini, con ingegno e sacrifici, abbiamo raggiunto nel tempo. Ho trovato l’esperienza del terremoto un evento di grande umiliazione umana e mai, come ora, ho colto dalle sue conseguenze che lo “sfratto” per inagibilità della casa sia significato per diverse famiglie coinvolte, spogliarle di un diritto sacro più di quanto possa esserlo il diritto al lavoro.
Dal mio passato servizio africano, ho imparato che la promozione umana deve tener conto di 5 aspetti della vita dell’uomo: la dimora, il lavoro, il cibo, la salute e l’istruzione. Quando uno o più di questi aspetti è disatteso o addirittura negato si genera povertà e miseria, diversamente se tutti questi aspetti vengono soddisfatti, promossi, determinano un processo di umanizzazione evidenziando così anche il grado di civiltà di una nazione. Questi parametri possono sempre essere ricalati come un “filo a piombo” dentro ogni sistema sociale, nel suo costante divenire, per vedere le qualità umane presenti della vita della gente.
Non è scontato che i diritti della persona siano acquisiti una volta per sempre e rispettati da una società come la nostra. Senza accorgersene o, ahi-noi, con chiara consapevolezza il servizio all’uomo risente di iter burocratici che negano -a mio avviso - il primato del valore della persona, la offendono, la umiliano quanto un “terremoto”…

La burocrazia di cui tutti ci lamentiamo è come la matrigna di Cenerentola memoria…che non ama Cenerentola avuta dal suo papà rimasto vedovo, perché non è carne della sua carne come invece le sue due figlie naturali che potremmo chiamare benissimo “indifferenza ed indolenza”. Cenerentola è il nome che le viene dato per umiliarla ricordandole il suo stato servile. In fondo, non è anche per noi lo stesso tutte le volte che i nostri bisogni, disagi e sofferenze non vengono ascoltati e soddisfatti in tempo opportuno per un semplice “rispetto di un iter burocratico” e rimaniamo così in uno stato di “sottomissione” al quale ci siamo talmente adattati da saper “alzare solo le spalle”? Desiderando che arrivino tempi migliori… e magari che arrivi come per Cenerentola il Principe Azzurro? Poiché siamo gente con i piedi per terra… e non sognatori, un Principe Azzurro resta un personaggio bello delle fiabe, eppure provare a cambiare il sistema burocratico credo sia possibile: un piccolo accorgimento personale di 10 minuti!

Se ci impegnassimo a fare il lavoro di un'ora in 50’ minuti? In 6 ore giornaliere guadagneremmo un’ ora, un giorno a settimana, 48 giorni l’anno per ogni singola persona, un tempo prezioso che anticiperebbe le risposte da dare alla gente. Moltiplicando 48 ore per tante persone, soprattutto quante sono quelle dentro gli iter burocratici..., avremmo una bella rivoluzione! Avremmo Enti pubblici virtuosi al punto che la “matrigna burocrazia” sarà messa fuori campo e come Cenerentola potremo essere rispettati come persone che meritano una “vita regale”. Sì, una vita regale, nobile, non fiabesca… concreta fatta di vero ascolto e risposta adeguata alle istanze della gente, perché la persona - diciamolo - è da Dio (mi chiedo, caro direttore, in questo momento storico che peso ha la persona in una società che ha tolto Dio?).

Il “Dio ignoto” che l’apostolo Paolo annuncia all’areopago di Atene - ai dotti del tempo - ce lo ha manifestato molto bene che siamo degni della sua Vita, semplicemente perché ci tratta da figli. Incarnandosi e morendo per ogni uomo, ha precisato qual è il valore dell’uomo. Infatti per Lui la “legge è per l’uomo, il sabato è stato fatto per l’uomo” (Mc 2,27). Per questa totale propensione per l’uomo, Cristo ha urtato non poco la “classe politica” del tempo al punto che è stato meglio che “uno morisse per la nazione che tutta una nazione perisse” dovendosi convertire ad uno sguardo diverso sull’uomo, come Fine e non più come strumento e schiavo della politica del tempo. Cristo guariva anche di sabato e ciò non era permesso dalla legge del tempo, perché per Dio l’uomo, nel bisogno, fa sempre eccezione alla regola… regola che serve nella misura in cui l’uomo è rispettato, servito e non soggiogato.

10 Minuti possono cambiare il sistema burocratico di cui tanto ci lamentiamo. 10 Minuti ad ora di “attenzione e buona volontà” da contrapporsi alla figlie della “burocrazia-matrigna, dell’ indifferenza ed dell’indolenza”.
Se 10 minuti possono sembrarci gravosi anche solo 5 minuti , a testa, basterebbero a cambiare il sistema… che continua ad umiliarci come un “terremoto”…e come una matrigna ci tratta da “figliastri”.
Lasciamo agire ancora la “matrigna”?

NB - Il richiamo alla figura fiabesca della “matrigna” è solo metaforico. La mia esperienza pastorale mi ha fatto incontrare donne che, diversamente, hanno saputo amare come propri figli anche quelli del nuovo coniuge vedovo. Se questo è possibile nella realtà anche la burocrazia può cambiare.  

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