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18/8/2025 ● Cronaca
I "Brum brum brum" da strapazzo e la maleducazione su due ruote
Non c'è quartiere che ne sia immune: arriva l’estate, e con essa tornano a
farsi sentire – spesso troppo e ancor di più – i motociclisti da strapazzo. Non
mi riferisco agli appassionati delle due ruote rispettosi del codice della
strada e del quieto vivere, ma di quelli che si sentono in pista anche tra i
vicoli del paese: marmitte modificate, accelerate improvvise, sgommate, puzza di
fumi di scarico e soprattutto un rumore assordante che si fa sentire
indistintamente di giorno e di notte.
Per alcuni è solo un passatempo rumoroso, per altri una forma di ribellione o di
autoaffermazione.
"Brum brum brum" non è solo fastidioso: è il sintomo di una società che troppo
spesso tollera l’inciviltà in nome della libertà individuale. Ma la libertÃ
finisce dove inizia quella degli altri. E il diritto a parlare senza dover
attendere il passaggio strombante del giovane centauro, Il diritto al riposo e
alla vivibilità dei nostri spazi urbani dovrebbe valere quanto – se non più –
del piacere momentaneo di sentire un motorino ruggire sotto al sedere.
Il problema non riguarda solo la violazione del codice della strada o delle
normative sui decibel consentiti: si tratta anche di una palese mancanza di
rispetto per gli altri.
E ci sarebbe da parlare dei controlli ma quello è un altro capitolo.