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21/8/2025 ● Cultura
Il mistero dei due cappelli di San Rocco
Nell’iconografia di San Rocco, in particolare per la matrice crivellesca nel trittico della
Madonna con Bambino tra i santi Rocco e Sebastiano di Michele Greco da Valona, opera datata al 1505
e conservata nella Collegiata di Santa Maria Maggiore di Guglionesi, i
due cappelli – un copricapo in testa e il galero da pellegrino poggiato sulla
spalla – restano un autentico mistero dell’arte.
Un tema poco conosciuto e ancor meno osservato, che d’ora in avanti potrĂ
diventare motivo di riflessione per illustri studiosi, autorevoli critici d’arte
e – perché no – anche per celebri cialtroni delle interpretazioni improvvisate (“la storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso”).
Che si tratti forse di un accento pittorico della formazione artistica nella bottega del veneziano Carlo Crivelli, o addirittura di un richiamo all'autoritratto? L’ipotesi del ritratto – pur priva di qualsiasi riscontro documentabile – sorge osservando a confronto anche il San Tommaso nell’icona dell’Assunta, opera coeva dello
stesso autore. Tuttavia, non conoscendo né con certezza le intenzioni
dell’artista né il volto del pittore albanese, il mistero resta aperto.
A completare il quadro dell'approccio iconografico in corso, va ricordato che nel simulacro in legno policromo di San Rocco – databile tra il XVII e XVIII secolo e del quale si prevede a breve il restauro
[leggi] – il cappello, o galero del pellegrino, non si è conservato. Anche questa circostanza, sebbene apparentemente marginale, potrà offrire ulteriori spunti di riflessione e nuove prospettive interpretative nel confronto tra pittura e scultura, alimentando ancora una volta il fascino di un enigma che a livello locale resta vivo nel tempo.
Confronto con opera della bottega veneziana dei Crivelli