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23/8/2025 ● Cultura
Francesco D'Episcopo, cittadino onorario di Guardialfiera
Francesco D’Episcopo, cittadino onorario di Guardialfiera, è nella “sua”
CittĂ a respirare lo spirito del luogo e a spalancare il portone dello storico
Palazzo Lalli
Francesco D’Episcopo è eletto Cittadino Onorario di Guardialfiera sabato 9
ottobre 1999 tra la quint’essenza alitata nella Sala Conedera. Siedono attorno
all’emiciclo l’Arcivescovo Metropolita Armando Dini Capo della Conferenza
Episcopale Abruzzese-Molisana, Leopoldo Elia, Presidente Emerito della Corte
Costituzionale, Alessandro Baldini (medico e confidente di Dossetti), Onorato
Bucci e Remo Grande, Sindaco di Guardialfiera. Aldo Gioia sussurra il seguente
editto:
“Guardialfiera, borgo generoso di memorie e concimato di storia, conferisce la
Cittadinanza Onoraria al Prof. Francesco D’Episcopo, personaggio splendido,
intellettuale intangibile, storico e nostalgico di questa CittĂ . Ha irradiato il
fremito culturale del passato e vagheggiato - nel presente - un futuro di
fierezze libere per il nostro popolo incorrotto e ardito”.
Egli nasce a Casacalenda in un antico caseggiato al di sopra della chiesa
demolita di “Santa Maria del Carmelo”, su per i gradoni armoniosi di Via
Garibaldi che s’arrampicano verso la “Montagnola”.
Oh come amo evocare ancora “lo splendore dell’oscurità ” di quel 1° maggio 1949!
Ero tredicenne e mi trovavo quella notte ad ascoltare lo schiocco dei tuoni e
del nubifragio, che s’abbatteva con ira repressa, sulla casa di mia zia Annita.
Allo scoppio d’un fulmine, salta via la corrente. Franco viene alla luce al
baluginare d’un incerto lume di candela. Una goccia bollente di cera gli cola
sulla testolina, ed è il suo primo vagito. Il 3 maggio torno a Guardia e rendo
visita a suo nonno, divenuto così bisnonno: don Pappe Lalli, notaio, figura di
signorilità e di cultura, il quale mi svela di un’altra “notte oscura” del 1912
allorché Aurora Montano – la sua consorte – muore emorragica dando alla luce una
nuova “Aurora”, la mamma di Francesco, bella come la dea latina, quella che ci
fa dono ogni giorno di un nuovo giorno.
Francesco respira a Casacalenda la prima aria salubre, cresce; poi scende anche
qui, in casa di don Peppe, a vivere stagioni importanti dell’infanzia e della
adolescenza e ad inventarsi i suoi migliori giochi.
Anni dopo sarĂ Docente di Letteratura Italiana e letteratura Comparata presso
l’Università degli Studi “Federico II di Napoli “. Scrittore, poeta,
giornalista, direttore responsabile di riviste scientifiche. E’ il massimo
studioso e conoscitore e divulgatore di Francesco Jovine, del quale reinserisce
la produzione narrativa, teatrale, persino poetica, nel contesto inquieto della
cultura novecentesca, e dĂ alle stampe altre sue opere inedite. Attento
ricercatore, ha creato una nuova maniera di far critica: unire la naturale
tendenza alla speculazione filosofica, ed un acuto potere di analisi e ad una
finissima sensibilità artistica e letteraria. Questo personaggio “umile e alto”,
con una prosa dalla musicale poetica, arricchisce le idee e le diffonde con una
estetica nuova, che tende a valutare ogni opera d’arte o letteraria, attraverso
il contenuto e la forma, ed a coglierne l’espressione della personalità di ogni
scrittore o di ogni artista, dentro ogni tempo. Non si può non accennare alla
sua empatia umana e alla sua fascinosa comunicativa.
Al corollario di copiose benemerenze, si aggiunge il XXX Premio alla Cultura
Conferitogli dal Rotary Club di Campobasso per mano del Prof. Giampaolo Colavita,
Presidente del Distretto 2090 R.I.
Ogni anno in estate è a Guardia con Emma, l’inseparabile consorte, a rigustare
lo spirito del luogo, della buona gente e dei gerani che s’incendiano nello
slargo di don Giulio, e a rispalancare il portone dello storico Palazzo Lalli
“quod habet aeredium relictum a matre.”