Aggiornato:
26/8/2025 ● Politica
Una piazza in festa
Il pullulare di feste estive è forse il tentativo della politica di riallacciare i ponti con il proprio popolo, risvegliando la militanza di iscritti, simpatizzanti ed elettori assopiti. È una chiamata a raccolta per misurare il grado di identificazione di un “popolo” a determinati valori e, più prosaicamente, per un riscontro quantitativo della partecipazione. È utile pertanto operare una seria riflessione sull’impatto che queste feste hanno nella comunità.
Non ci permettiamo di giudicare le altre, ma vogliamo solo testimoniare che le ovvie incertezze iniziali e il timore di non raggiungere un sufficiente livello di adeguatezza ci hanno spinto a lavorare duramente. In fondo, per un gruppo che si propone come idoneo a governare la macchina amministrativa, l'organizzazione di un tale evento rappresenta un'occasione per dimostrare capacità e unità di intenti.
Considerata la “prima volta”, è indubbio che il riscontro in termini di adesioni sia stato notevole. Questo dato risulta ancor più gratificante in considerazione delle tante persone che, mettendoci la faccia, hanno dimostrato di essere incuranti dell'eventuale penalizzazione che una scelta di campo comporta nell'attuale clima instauratosi in conseguenza di una politica divisiva, nella quale l'opportunismo diffuso induce a ritenere maggiormente conveniente salire sul carro del vincitore.
Di certo il combinato disposto di un risultato elettorale soddisfacente, sebbene incompiuto rispetto alle ambizioni, e della festa di “quelli di Lungomare” sancisce in modo inequivocabile il diritto di cittadinanza politica della neonata compagine civica “Progetto Comune per Guglionesi”. Il dato sostanziale che ne deriva, ancor più importante, è la certificazione dell'esistenza di un sentimento che nel desolante panorama politico attuale dà speranza alla nostra comunità: il coraggio di denunciare la crisi socio-politica e la necessità di un cambio di paradigma che è possibile attuare solo attraverso un rinnovamento della classe politica locale.
Si approfitta di tale ambito, per far notare che il cittadino di Guglionesi non ha sinora riscontrato nulla di quanto promesso in campagna elettorale quali punti strategici (riapertura della Casa comunale, rifondazione dell'apparato amministrativo ecc.) ineluttabili per effettuare un cambio di passo rispetto ad una gestione commissariale che pare non essere terminata.
Tornando alla festa, un'altra conferma concerne il ruolo di opposizione assegnatoci in modo inequivocabile all'esito del responso elettorale. La gente ci chiede di onorare questo compito, di farci portavoce delle proprie istanze e, soprattutto, ritiene che “abbiamo i numeri” per poter attendere a questo compito.
La bandiera del nuovismo sventolata da alcune forze concorrenti si è rilevata solo simbolica, strumentale per conseguire maggiore consenso: fosse stata genuinamente intesa, oggi la tradurrebbero in un'opposizione seria, non solo formale come per consuetudine hanno fatto nel passato. Noi, al contrario, la intendiamo nell'unico modo in cui può avere senso ed utilità per la comunità, ovvero vigilando sulla legalità e sull'opportunità dell’azione amministrativa, nel contempo avanzando proposte.
L'intento iniziale, anche in caso di mancata vittoria, era di non voler essere una meteora ma di assumere un ruolo ben preciso, onorando con la pratica di un modo diverso di fare politica, che nasce dal basso perché di genuina espressione civica. Per operare un autentico rinnovamento non è sufficiente abbassare l’età media e praticare formalmente la parità di genere cooptando qualche giovane e alcune donne “tanto per”. Guglionesi merita ben più di un’operazione di facciata che finisce per penalizzare proprio giovani e donne con voglia e capacità di fornire un proprio contributo fattivo al progresso di questa comunità.
La stessa architettura della festa è stata concepita per dare voce ai protagonisti reali della problematica discussa: in tal senso si è scelta l’attività laboratoriale per i bambini, si è data voce ad una realtà preziosa, ma quasi sconosciuta, quale la Comunità Educante con i Carcerati, progetto gestito dall’Associazione “Papa Giovanni XXIII”. Per inciso, il loro ruolo assume una particolare importanza dacché il carcere tutt'oggi non riesce a svolgere la propria funzione rieducatrice, per emendare il condannato, anziché espiativa.
Ringraziamo i partecipanti per l’entusiasmo dimostrato: persino la lunga fila per pasti e bevande è stata accettata di buon grado, trasformandola in un’occasione per scambiare opinioni. Tutto ciò è stato reso possibile dall’operosità dei numerosi volontari, sempre gentili e operosi.
D'altronde riteniamo che la festa abbia ricevuto questi riscontri perché nessuno si è sentito solo un ospite, perché tutti ne hanno condiviso i contenuti e i vari momenti di autentica partecipazione.
Infine, senza tralasciare il lato utilitaristico, la festa ha conseguito un ulteriore scopo, ovvero di raccogliere fondi. Per poter operare in maniera genuinamente democratica, con autodeterminazione e senza ingerenze esterne, occorre essere in grado di autofinanziarsi. Gli utili verranno utilizzati per onorare le spese del fitto della sede associativa, per migliorare la capacità comunicativa e per essere maggiormente presenti mediante eventi pubblici. Senza tema di smentita, sia durante la campagna elettorale che in vista della festa non abbiamo ricevuto alcun finanziamento da lobbisti.
Progetto Comune per Guglionesi