BLOG FONDATO NEL GIUGNO DEL 2000

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Un viaggio nella cultura non ha alcuna meta: la Bellezza genera sensibilità alla consapevolezza.

Luigi Sorella (blogger).
Nato nel 1968.

Operatore con esperienze professionali (web designer, copywriter, direttore di collana editoriale, videomaker, fotografia digitale professionale, graphic developer), dal 2000 attivo nel campo dell'innovazione, nella comunicazione, nell'informazione e nella divulgazione (impaginazioni d'arte per libri, cataloghi, opuscoli, allestimenti, grafiche etc.) delle soluzioni digitali, della rete, della stampa, della progettazione multimediale, della programmazione, della gestione web e della video-fotografia. Svolge la sua attività professionale presso la ditta ARS idea studio di Guglionesi.

Come operatore con esperienza professionale e qualificata per la progettazione e la gestione informatica su piattaforme digtiali in possesso delle certificazioni European Informatics Passport.

Il 10 giugno del 2000 fonda il blog FUORI PORTA WEB, tra i primi blog fondati in Italia (oltre 4.000.000 visualizzazioni/letture, cfr link).
Le divulgazioni del blog, a carattere culturale nonché editoriale, sono state riprese e citate da pubblicazioni internazionali.

Ha pubblicato libri di varia saggistica divulgativa, collaborando a numerose iniziative culturali.

"E Luigi svela, così, l'irresistibile follia interiore per l'alma terra dei padri sacra e santa." Vincenzo Di Sabato

Per ulteriori informazioni   LUIGI SORELLA


13/04/2026 ● Cultura

Medusa e Perseo

Viaggio nella mitologia.

  Giorgio Senese ● 72


Il nome di Medusa, l’abbiamo evocato più volte in questa piccola rubrica semiseria e forse è arrivato il momento di parlarne, perché il mito di Medusa e Perseo è uno dei più affascinanti della mitologia greca, pieno di magia, vendetta e ingegno.

Medusa era in origine una bellissima fanciulla e serviva la dea Atena come sacerdotessa.
Tuttavia, la sua vita cambiò drasticamente quando il dio del mare Poseidone si innamorò di lei e si unì a lei nel tempio di Atena. Un luogo sacro che avrebbe dovuto restare puro.
Nella versione più famosa raccontata da Ovidio nelle Metamorfosi, si dice che Poseidone “violò” Medusa nel tempio di Atena.
E’ quella che enfatizza maggiormente la tragedia perché in latino “violare” viene generalmente interpretato dagli studiosi come violenza sessuale. Quindi secondo questa versione Medusa subì uno stupro, mentre in altre versioni greche più antiche, l’incontro è descritto più vagamente, come una relazione o un’unione con il dio.
Sta di fatto che la dea Atena, furiosa per la profanazione del suo tempio, non punì lui, ma punì lei trasformandola in un mostro.
I suoi capelli divennero serpenti e il suo sguardo acquistò il potere di pietrificare chiunque la guardasse.
Medusa fu così condannata a vivere isolata, smise di essere una fanciulla amata e diventò una creatura temuta.
La punizione imposta dalla dea fu molto ambigua e ancora oggi discussa, perché se da un lato sembra ingiusta, dall’altro sembra una forma di protezione distorta.
Volendo guardare la questione da questa angolazione, nella sua nuova condizione, Medusa è diventata potente, il suo sguardo è un’arma e nessuno potrà più farle del male.

Medusa non era nata mostro, ma aveva due sorelle che invece giĂ  lo erano dalla nascita.
Si chiamavano Steno ed Euriale e, a differenza di Medusa, erano immortali.
Tutte figlie delle divinitĂ  marine Forco e Ceto, facevano parte delle Gorgoni, creature terrificanti con serpenti al posto dei capelli e lo sguardo pietrificante.
Il destino di Medusa si intrecciò a quello di Perseo quando il re Polidette di Serifo, diede a quest’ultimo l’ordine di ucciderla come “missione eroica”. Polidette mandò Perseo a uccidere Medusa convinto che fosse una missione impossibile perché voleva ucciderlo senza sporcarsi le mani. Voleva liberarsi di Perseo per due motivi. Temeva che potesse ostacolare i suoi piani di potere politico e per vendicarsi del fatto che avendo deciso di farlo sposare con sua sorella, lui si era rifiutato di farlo.
Gli affidò dunque il compito “suicida” di uccidere Medusa e di portargli la sua testa.

Perseo però, non era uno qualsiasi, era il figlio di Danae e Zeus e nell’impresa venne aiutato dagli dei.
Atena gli diede uno scudo riflettente, Ermes gli diede una spada affilata, un paio di sandali alati, un elmo dell’invisibilità e una sacca magica.
Così armato, dopo un lungo viaggio, raggiunse il luogo dove vivevano Medusa e le sue sorelle.
Era un posto inospitale e disseminato di statue di pietra, resti di uomini e animali che avevano avuto la sfortuna d’incrociare lo sguardo di Medusa.
Aspettò la notte che arrivò tetra e immobile. Neppure il vento osava soffiare nel luogo dove dimorava Medusa. Perseo avanzò piano, ogni passo calcolato. Sotto i suoi piedi statue di uomini, guerrieri, bestie… tutti colti nell’ultimo istante di terrore.
Non alzò mai lo sguardo, davanti a sé teneva lo scudo lucente donatogli da Atena.
Non guardava il mondo… ma il suo riflesso sulla superficie lucida dello scudo. E lì la vide.
Medusa dormiva, il volto ancora bellissimo e terribile allo stesso tempo.
I serpenti tra i suoi capelli si muovevano lentamente, sibilando nel silenzio.
Perseo trattenne il respiro. Un passo. Poi un altro. La distanza si accorciò.
Il minimo errore, uno sguardo diretto e sarebbe diventato pietra anche lui, per sempre.
Sapeva bene che tutto sarebbe dipeso dalla sua velocitĂ  e dalla precisione del colpo.
Alzò la spada e il tempo sembrò fermarsi. Colpì con un movimento rapido, preciso, guidato dal riflesso. Un suono insieme secco e liquido squarciò il silenzio della tana e la testa di Medusa si staccò dal corpo.
Per un istante, tutto rimase immobile… poi accadde l’impossibile.
Dal sangue che le uscì dal collo nacquero due esseri, figli frutto di quella unione con Poseidone, il dio del mare.
Pegaso, il cavallo alato e Crisaore, un eroe con una spada d’oro padre di tante colonie e stirpi reali.
Ma per Perseo, non c’era tempo per stupirsi. Le sorelle di Medusa si svegliarono con un urlo terribile. Così afferrò la testa, senza guardarla, e la rinchiuse nella sacca magica, perché anche da morta, lo sguardo di Medusa continuava a pietrificare.
Poi indossò l’elmo dell’invisibilità così che i mostri non lo videro e fuggì.

Il mare era in tempesta, le onde gigantesche si infrangevano contro le rocce.
Il cielo era scuro come presagio di morte. Su una scogliera, incatenata alla pietra, stava una donna, Andromeda. Lui la vide mentre, volando, attraversava le nuvole.
Il vento le sferzava i lunghi capelli, mentre sotto di lei si muoveva un mostro marino, mandato dagli dei, per divorarla. Era una punizione.
La madre della donna aveva offeso gli dei, e ora lei, la figlia, doveva pagare.
Perseo decise di atterrare vicino a lei. «Non temere - le urlò - oggi non morirai!»
Il mostro con un boato terribile, emerse completamente dal mare.
Era enorme e coperto di scaglie. Con le fauci spalancate si lanciò verso la preda.
Perseo si alzò di nuovo in volo con i sandali alati, evitando così il primo attacco.
Poi lo colpì, schivò e lo colpì ancora, ma la creatura era troppo forte.
Allora ebbe il lampo di genio.
Aprì la sacca dove, ancora viva nel suo potere, c’era la testa di Medusa e, senza mai guardarla direttamente, la sollevò verso il mostro.
La creatura fissò quell’orrore per un istante, ma la punizione fu inesorabile.
Il suo corpo si irrigidì. Le scaglie si fecero grigie. Il movimento si fermò e in pochi secondi, il mostro divenne pietra.
Il mare quindi si calmò e dopo aver liberato Andromeda dalle catene, Perseo tornò a terra.

Ma il suo viaggio non era ancora finito.
Arrivato sull’isola di Serifo, trovò che il re Polidette perseguitava sua madre, Danae.
Voleva costringerla a diventare sua moglie così Perseo, già desideroso di vendetta, non esitò un attimo.
Entrò nella sala del palazzo, dove il re e i suoi uomini stavano banchettando.
Senza dire una parola aprì la sacca e tirò fuori la testa di Medusa.
«Ecco il dono che volevi!» disse rivolto al re e Polidette la guardò.
Nello stesso istante lui e tutta la sua corte si trasformarono in pietra.
Così Perseo liberò sua madre e, quella che doveva essere una morte certa per lui, diventò un nuovo inizio.
Perseo non tenne per sé il potere della testa di Medusa. La donò alla dea Atena, che la pose sul suo scudo come simbolo di protezione.
Perseo e Andromeda, secondo il mito, si innamorarono e si sposarono, e la loro storia continuò tra le stelle: gli dei li trasformarono in costellazioni, insieme al cavallo alato Pegaso.


Medusa e Perseo (Antonio Scardocchia 2026)



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