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Pubblicato in data 23/1/2014 ● Articolo consultato 2676 volte ● Archivio 7567 FPW

Guglionesi
Cesare Ferrante, dal Concilio di Trento a vescovo di Termoli in Guglionesi


Luigi Sorella ● FUORI PORTA WEB © 2000

[Estratto dalla ricerca storico-culturale di Luigi Sorella, “Cesare Ferrante, dal Concilio di Trento a vescovo di Termoli in Guglionesi”, in Archivio della famiglia Luigi Sorella]

 

Nella Diocesi di Termoli-Larino il 26 gennaio 2014 ricorre il 450° anniversario della fondazione del Seminario diocesano di Larino, da illustri storici ritenuto il primo della Cristianità.

Il Seminario diocesano di Larino fu fondato il 26 gennaio del 1564, per iniziativa del vescovo Belisario Balduino (1555-1591), al termine del Concilio di Trento, ed eretto in un edificio dietro la cattedrale di San Pardo, nel cuore del centro storico di Larino.

Il Seminario di Larino è storicamente “indiziato” di essere il primo della Chiesa Cattolica nel periodo post Concilio di Trento. Tra i sostenitori della circostanza storica si ritrovano uno studio giovanile del pontefice Beato Giovanni XXIII e la lettera apostolica “Summi Dei Verbum” del suo successore, Paolo VI, emanata nel novembre del 1963.

L’impulso teologico del concilio tridentino, aperto nel 1545 e, dopo varie interruzioni, conclusosi nel 1563, restituì vigore dottrinale alla “controriforma” della Chiesa Cattolica, in risposta alla “riforma protestante”. Gli aspetti tridentini alla dottrina teologica cristiana furono ereditati fino ai concili Vaticano I e II. […]

Nella seconda metà del secolo decimo sesto, rispetto alla Diocesi di Larino, la Diocesi di Termoli viveva eventi storici tormentati nella conservazione delle funzioni istituzionali. Negli ultimi anni del Concilio di Trento alla guida pastorale della Diocesi di Termoli c’era uno stanco vescovo, Vincenzo Durante (eletto il 14 luglio del 1539 e dimissionario il 17 agosto del 1565), al quale successero dapprima il vescovo Marcello Dentice (eletto il 17 agosto 1565 e scomparso nel 1569) e poi Cesare Ferrante, vescovo di Termoli dal 1° aprile del 1569 fino alla sua morte avvenuta nel 1593. […]

Le invasioni e le distruzioni saracene, provenienti periodicamente dal mare, avevano più volte condotto la chiesa diocesana a trasferire temporaneamente la residenza istituzionale dei vescovi di Termoli verso Guglionesi, cittadina fortificata e arroccata su una collina, meglio protetta dalle incursioni dei pirati turchi e non troppo distante dal borgo a vocazione marinara.

Secondo le memorie capitolari della Collegiata di Santa Maria Maggiore il primo vescovo di Termoli  già residente, agli inizi del XVI secolo, a Guglionesi fu un certo Angelo Zacchi. Ma non è da escludersi, storicamente, che già prima i vescovi di Termoli fossero, sul finire del XV secolo, legati a Guglionesi non solo per motivi di sicurezza, tra i quali “Giovanni (1497-1509) e Angelo (1509-17) de Galionisio” citati in vari fondi archivistici, e probabilmente originari di Guglionesi, provando ad interpretare “de Galionisio” come “de Gulionisio”.

Nel suo Viaggio in Abruzzo (1574-1577) il domenicano Serafino Razzi annota varie notizie sulla sua visita a Guglionesi, il 23 Giugno 1576, per presiedere alla istituzione erigente la costituenda congregazione del SS. Rosario a Guglionesi.

 

È questa una Terra di circa 600 fuochi: lontana dal mare intorno a otto miglia, in un colle elevato, di vago sito e di bellissima veduta (…). Insomma Guglianese è una Terra tanto deliziosa, che i Vescovi di Termoli del Capitanato, a cui ella è soggetta e diocesana, lasciata per lo più del tempo la città picciola di Termoli, bagnata dal mare, stanzano in questa Terra, otto miglia, come si è detto, da Termoli.

 

In tale contesto storico, probabilmente, deve ricercarsi la originaria fondazione di un primo seminario “urbano” nell’ambito del territorio diocesano di Termoli, conseguente alle prescrizioni dottrinali del concilio tridentino. In effetti, il fervore artistico che si registrò a Guglionesi, tra gli anni Settanta e gli anni Novanta del XVI secolo, testimonia un impulso teologico impresso da una qualche figura culturalmente carismatica e probabilmente dimorante nella cittadina, come la personalità del vescovo Cesare Ferrante o Ferranzio da Sessano appare rievocare nel coevo patrimonio storico-archivistico della comunità culturale di Guglionesi.

Monsignor Cesare Ferrante, vescovo di Termoli e noto alle cronache storiche quale dotto maestro e illustre istruttore culturale dei nipoti di due pontefici dell’epoca (Paolo IV e Pio V), dimorò diversi anni a Guglionesi. Fu lui a commissionare opere di arte sacra per varie chiese di Guglionesi, tra le quali nel 1572 la pala d’altare dell’Assunzione nella chiesa dedicata alla Vergine Maria, attribuita alla bottega di Marco Pino da Siena, e dove il cartiglio dipinto ne rimanda inconfondibilmente la presenza culturale: DEI GENITRICI ANN. MCLXXII  XIII KAL. APR(…) CAESER FERR. S(…) D. D(…).

Il linguaggio artistico, che fu argomento teologico di rilancio dottrinale nel concilio tridentino, restituì forme, immagini e colori alle pagine della Sacra Scrittura. L’antica cripta medioevale della chiesa di Santa Maria Maggiore in Guglionesi nel Cinquecento si arricchì di un ciclo di affreschi a partire da scene manieristiche della Genesi, che hanno una consolidata espressività tridentina e che, benché datati al 1587, taluni studiosi attribuiscono alla mano dell’artista Donato Decumbertino attivo alla metà del Cinquecento tra i possedimenti territoriali dei De Capua, tra i quali rientrò per un arco di periodo anche Guglionesi.

Ma al di là della fattura e della qualità più o meno autorevole delle committenze artistiche, l’esplosione culturale del Cinquecento guglionesano in una forma di linguaggio dominato da una matrice prevalentemente sacra testimonia la vitalità formativa di un centro urbano predisposto, anche per la presenza quotidiana del suo vescovo diocesano, all’istruzione della dottrina cattolica. […]

Le memorie capitolari della Collegiata di Guglionesi narrano del seminario “urbano” fondato, sin dal 1585 (circa vent’anni dopo quello di Larino), dal vescovo di Termoli Cesare  Ferrante o Ferranzio, contemporaneo del vescovo di Larino Belisario Balduino .

 

Questo pio e zelante Prelato vedendosi ristretto in un piccolo Paese (Termoli) abitato da un pugno di popolo smunto e quasi annualmente esposto alle incursioni de’ Turchi; osservando i titoli e documenti della vecchia Usconio, desiderava fissare la Sede Vescovile in Guglionesi, luogo più centrale, più popolato, più ricco, più fortificato, e abbondante d’Istituti scientifici, di Chiese, Religiosi, Sacerdoti, e personaggi dotti: vi fu un tempo, infatti, che in Guglionesi si contavano ben 72 Sacerdoti. Perciò non potendo per allora far altro, e sperando che tutti i suoi Successori volessero imitarlo, il Ferranzio fin dal 1570 si ritirò a Guglionesi, fissandovi la residenza.

Per ottenere il suo intento il Vescovo Ferrante nel 1585 con Sovrana approvazione fondò in Guglionesi un Seminario Urbano colla speranza che in appresso divenisse Seminario Diocesano. Per allora il Seminario fu destinato all’istruzione gratuita de’ Chierici poveri nati in Guglionesi, i quali dovevano inservire nelle Funzioni Sacre della Chiesa Maggiore. Io stesso sono stato uno degli ultimi Allievi, che potettero fruire di questa istruzione.

Il Ferranzio adibì l’antica Chiesa di S. Apollonia per locale del Seminario, dividendolo a sue spese in molte camere, colla Scuola ed abitazione del maestro (Cfr. le memorie capitolari in archivio storico parrocchiale di Guglionesi).

 

Nelle Memorie de’ Vescovi di Biseglia e della stessa Città (Napoli, 1693), redatte da padre fr. Vincenzo Maria dell’ordine dei Predicatori, il vescovo Cesare Ferrante fu ricordato quale dotto prelato di Bisceglie partecipante al concilio tridentino.

 

Cesare Ferrante, fatta spiccare la sua scienza nel Concilio di Trento, fu innalzato al Vescovado di Termoli.

 

Nella Storia sacra della chiesa metropolitana di Capua (Napoli, 1766, tomo II), redatto da monsignor Francesco Granata vescovo di Sessa, si ritrova altro esplicito elogio all’erudizione di Cesare Ferrante, pur rivendicando la patria nella città di Sessa anziché a Bisceglie. […]

Dal XVI secolo, per oltre tre secoli e fino alla soppressione religiosa avvenuta con l’Unità d’Italia, Guglionesi e la sua diocesi hanno beneficiato, non poco, della presenza del seminario fondato dall’illustre vescovo Cesare Ferrante o Ferranzio, carisma testimoniato dal ricco patrimonio culturale ancora preservato dalle comunità parrocchiale e diocesana. […]

 

 

Particolare dell'Assunzione, dipinto del 1572 presso la chiesa di Santa Maria Maggiore in Guglionesi

 



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