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Pubblicato in data 20/7/2013 ● Articolo consultato 1936 volte ● Archivio 3190 ILMOLISE.NET

Termoli
"Sguardi all'Infinito. Paolo Gamba", viaggio nell'arte verso l'eikòn della Bellezza


Luigi Sorella ● ilmolise.net

La parola “infinito” non compare nella Bibbia. “La parola 'infinito' - come le parole 'Dio', 'spirito' e alcune altre, i cui equivalenti esistono in tutte le lingue - non è espressione di un’idea, ma espressione dello sforzo verso quell’idea” (Edgar Allan Poe). Il Concilio Vaticano I (1870) associò l’aggettivo “infinito” a Dio, come secoli prima il Concilio Lateranense IV (1215) lo definì “immensus”.
Gianfranco Ravasi osserva che “non è possibile cercare la parola “infinito” nella Bibbia; bisognerà procedere per una via simbolica, seguendo lo sforzo degli autori sacri di immaginare quell’idea (…). L’infinito è la negazione di un limite, di una frontiera, in ebraico 'en-sof', “senza confine”, oppure 'en-qeqez', “senza bordo, fine”. Illuminante è il contrappunto tra finito e infinito in questo versetto salmico: Di ogni cosa perfetta ho visto il limite: il tuo decreto è esteso, senza limiti (Sal 119,96)”.
Il tema del “vedere Dio”, invece, è tipico della letteratura profetica e quindi i termini sguardo/i sono ricorrenti nelle Sacre Scritture. Sono soprattutto gli evangelisti, Matteo, Marco, Luca e Giovanni a farne immagine iconografica nell'umanità di Cristo. In Luca lo sguardo del Signore ha rinascita salvifica: “A un tratto, dalla folla un uomo si mise a gridare: “Maestro, ti prego, volgi lo sguardo a mio figlio, perché è l’unico che ho!”(Lc 9,38)”.
Anche Giovanni, nella sua esclusiva letteratura cristologica, richiama lo sguardo nelle Scritture:E un altro passo della Scrittura dice ancora: “Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto”(Gv 19,37).” Tra visione e fede per Giovanni la visibilità del Dio invisibile trova rilevanza, e una nuova interpretazione dell’Infinito, nell’umanità di Gesù: “Chi vede me vede il Padre” (Gv 14,9). Con l’intuizione di Giovanni, il discepolo che Gesù amava, ad ognuno è concesso l’elevazione spirituale dalla vista alla fede.

Attraverso alcune opere artistiche della Diocesi di Termoli-Larino rappresentative di Paolo Gamba (nel 2012 ricorreva il III centenario della nascita dell’artista), noto interprete molisano dell’arte sacra del Settecento nonché allievo di Francesco Solimena, nel corso dell’Anno della Fede (2012-2013) la mostra culturale “Sguardi all’Infinito. Paolo Gamba” invita ad un breve viaggio verso la ricerca dell'immagine del Dio invisibile (Col 1,15), tra estasi e visioni della Sapienza spirituale: il Figlio è l’immagine (eikón) del Dio invisibile (2Cor 4,4). E la Sapienza è definita immagine (eikón) della bontà divina (Sap 7,26).
Un viaggio, dunque, senza vincoli e verso direzioni imprevedibili, un’elevazione spirituale verso quell’Infinito che nutre la Bellezza e del quale le Sacre Scritture ne diffondono una visione simbolica, senza veli, nella consapevolezza della rivelazione artistica.

La mostra culturale “Sguardi all’Infinito. Paolo Gamba”, a cura della “Commissione cultura della Diocesi di Termoli-Larino”, si terrà presso il Palazzo Vescovile di Termoli (Piazza Duomo), dal 19 luglio al 25 agosto (ore 21.30/24.00, ingresso libero).
Per informazioni e catalogo digitale: www.ilmolise.net/paologamba e www.diocesitermolilarino.it.

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