FUORI PORTA WEB
BLOG FONDATO NEL GIUGNO DEL 2000

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Un viaggio nella cultura non ha alcuna meta: la Bellezza genera sensibilità alla consapevolezza.

Luigi Sorella (blogger).
Nato nel 1968.

Operatore con esperienze professionali (web designer, copywriter, direttore di collana editoriale, videomaker, fotografia digitale professionale, graphic developer), dal 2000 attivo nel campo dell'innovazione, nella comunicazione, nell'informazione e nella divulgazione (impaginazioni d'arte per libri, cataloghi, opuscoli, allestimenti, grafiche etc.) delle soluzioni digitali, della rete, della stampa, della progettazione multimediale, della programmazione, della gestione web e della video-fotografia. Svolge la sua attività professionale presso la ditta ARS idea studio di Guglionesi.

Come operatore con esperienza professionale e qualificata per la progettazione e la gestione informatica su piattaforme digtiali in possesso delle certificazioni European Informatics Passport.

Il 10 giugno del 2000 fonda il blog FUORI PORTA WEB, tra i primi blog fondati in Italia (oltre 4.000.000 visualizzazioni/letture, cfr link).
Le divulgazioni del blog, a carattere culturale nonché editoriale, sono state riprese e citate da pubblicazioni internazionali.

Ha pubblicato libri di varia saggistica divulgativa, collaborando a numerose iniziative culturali.

"E Luigi svela, così, l'irresistibile follia interiore per l'alma terra dei padri sacra e santa." Vincenzo Di Sabato

Per ulteriori informazioni   LUIGI SORELLA


08/07/2026 ● Cultura

L’ultramillenaria “Pietra-Noce” di Guardialfiera e l’Occhio di Tigre

Debordare e segnare con la pietra.

  Vincenzo Di Sabato ● 112


Si narra che in un giorno lontano del XVI secolo, un certo Michelangelo Buonarroti , abbia rivolto a Mosè la seguente doglianza, nel momento in cui lo aveva appena modellato sul marmo: . Ma il patriarca biblico , impertèrrito, rimane lì muto, solitario in uno spigolo di bottega, prima d‘essere intronizzato nella Basilica di San Pietro in Vincoli, nei pressi del Colosseo.
Ma ci sono ancora pietre con il dono della parola? Sicuro! Lo afferma e lo scrive il compianto Ing. Antonio De Marinis, originario di Civitacampomaro con la scienza di due bei libri pubblicati uno nel 2000, l’altro nel 2002 dalla Editrice “Il Fiore” di Firenze, ricorrendo “per il titolo”, proprio a questa locuzione: “Pietre Parlanti”. Quelle pietre svellate dalle Cave di Guardialfiera, di Castelbottaccio, di Civita, di Lucito, di Roccavivara. “Pietre”, come espressione della massima solidità dell’Universo e glorificazione dell’eterna scultura. “Parlanti” con la loro semplicità, utilità, durezza; con la magnificenza ed il potere configurato nelle piramidi, nei templi, nei palazzi. Ma anche pietre nostre: varie, splendide, resistenti, nobilitate e diffuse nei millenni, in tutto il mondo col lavoro, il dolore, il fervore dei nostri scalpellini; e con la gioia d’essere rese docili e feconde. Massi ragionanti e mormoranti comunicheranno sempre agli uomini di buon ascolto: fascino, attenzioni ed elevazioni.
Antonio Patavino, Rocco Cirino, Michele Cianciullo, Domenico Lucarelli, Mario De Lisio hanno scritto, poetato, cantato la potenzialità e le genesi evolutiva di questa nostra pietra, dal fondo dei tempi, fino alla istituzione del Museo Civico Permanente della pietra. Ma che permanente non si è rivelato perché malinconicamente compromesso dal terremoto del 2002 è perché traslocato in ambienti inadatti, incontrollati e fuori dall’abitato.
Il Prof. Piergiorno Malesani, responsabile del Dipartimento di Scienza della Terra presso l’Università di Firenze, è venuto qui nelle Cave di “Valle Cupa” e le ha udite. E dando loro ascolto, ne ha fatto un’analisi di composizione litilogica, granulometrica e bioclastica. Anche il Prof. Roberto Nevini geologo di stile, ha avvertito il bisbiglio di quei macigni e ne ha fatto una inquadratura ed un’annotazione speologica e minaeralogica preziosa ed avvincente.
Il Prof. Nicola Petrella, paleontolico molisano, sedotto da un lastrone levigato di pietra noce (definita anche “occhio di tigre”) esposto nell’atrio di Palazzo Loreto, lo ha così studiato e celebrato: .
E’, dunque, ancora possibile debordare e segnare con la pietra, una svolta millenaria del calendario che rizza una curva storica-sociale capace di abbracciare scienza e arte; cultura, paesaggi e creatività con un cambiamento innovativo che canti speranza, solerzia, tutela dell’identità e dei supremi valori della storia.



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