08/08/2026 ● Cultura
Adamo Pollice, coraggio molisano, visione internazionale e maestria di design
Redazione FPW ● 745
[di Luigi Pollice, Firenze] - Questa è la sintesi della storia di un Gentiluomo che ha attraversato il Novecento fino al 2025, con il passo deciso di chi sa costruire ponti tra le Nazioni, tra le persone e tra le collezioni di calzature.
La vita di ADAMO POLLICE (Guglionesi, classe 1927) è un mosaico di coraggio molisano, visione internazionale e maestria di design e di tecnica artigianale.
Adamo era nato da Luigi Pollice e Maria Annecchione e nipote di Santa Ninetta Ionata.
L’Eroe del fiume: l’adolescenza in Molise
Nel cuore della Seconda Guerra Mondiale, mentre l’Italia era spaccata dai fronti bellici, il giovane Adamo ~18 anni, dimostrò una tempra fuori dal comune. Mentre il padre si trovava a combattere una seconda guerra mondiale; in un Molise ferito dalla fame, si fece carico di una missione vitale attraverso atti eroici: recuperare i viveri messi a disposizione dagli Alleati inglesi.
Per farlo, doveva sfidare la natura e la guerra. Si narra ancora di come attraversasse le acque gelide del fiume Biferno, sfidando correnti e temperature proibitive per portare pane e speranza alla sua gente.
Quel ragazzo, bagnato fino alle ossa ma saldo nei propositi, portava sulle spalle non solo sacchi di cibo, ma il destino di un’intera comunità .
Meriterebbe una medaglia al valore civile.
Da Milano a Montreal: l’ascesa internazionale (~1948/1971)
Dopo la guerra, Adamo comprese che il suo talento risiedeva nelle mani e nell'ingegno tecnico e di designer.
Sì a Milano, la capitale del design, per studiare modelleriadi calzature.
Con il diploma in tasca e il coraggio, varcò l'oceano diretto in Canada.
A Montreal, la sua carriera prese il volo presso aziende calzaturiere della United Shoe Corporation.
Non era solo un designer e dirigente tecnico; era un visionario della struttura della scarpa. La sua competenza tecnica e la sua integrità morale colpirono profondamente il Vice Presidente, di cui divenne il braccio destro e l'uomo di fiducia.
Il "Ponte" per mille connazionali
Il successo non rese Adamo egoista. Al contrario, durante i suoi vent'anni in Canada, divenne un punto di riferimento per l'emigrazione italiana.
Si stima che, grazie alla sua influenza e alla sua posizione, abbia contribuito all'assunzione di circa 1.000 italiani nell'indotto calzaturiero canadese, in forte crescita, trasformando Montreal in un polo d'eccellenza anche grazie alla manodopera nostrana.
Il Ritorno in Italia: l'era da Salvatore Ferragamo SpA
Nel 1971, Adamo decise di tornare alle radici. La sua fama lo precedeva e la prestigiosa maison Ferragamo di Firenze nel 1972 non si lasciò sfuggire l'occasione di averlo tra le proprie fila, contribuendo al fiorente business. A Firenze, Adamo divenne un pilastro dell'azienda, dove lavorò per 30 anni.
La sua dedizione era tale che rimase in attività fino all'età di 73 anni, mettendo la sua enciclopedica conoscenza tecnica al servizio dell'alta moda italiana e formando generazioni di nuovi modellisti e progettisti fra cui il figlio Luigi nominato maestro del lavoro nel 2019.
Gli ultimi anni: il silenzio di Vasto (CH)
Dopo una vita trascorsa tra i rumori delle fabbriche, le luci delle grandi metropoli internazionali ed il prestigio della moda fiorentina, Adamo visse un soggiorno condizionato a Vasto Marina.
Gli ultimi anni sono stati segnati da una profonda solitudine e sofferenza, scomparendo all'età di 98 anni (2025) nella sua abitazione principale di Firenze.
Adamo Pollice rimane un esempio raro di come l'umiltà delle origini possa fondersi con una carriera globale, senza mai dimenticare il dovere morale di aiutare chi è rimasto indietro.

