08/07/2026 ● Agricoltura
Se l'Agricoltura si fermasse per un mese
Giorgio Scarlato ● 741
Se gli agricoltori si fermassero per un mese, immaginate di svegliarvi domani mattina e scoprire che, per un mese intero, tutti gli agricoltori hanno smesso di lavorare. All'inizio non ce ne accorgeremmo. Gli scaffali dei supermercati sarebbero ancora pieni, i mercati ancora aperti, le nostre tavole ancora imbandite. Ma, dopo qualche giorno, qualcosa cambierebbe. I campi resterebbero in silenzio. Nessun trattore all'alba. Nessuna mano a controllare le colture, nessuno ad irrigare, a seminare, a raccogliere.
Gli animali nelle stalle attenderebbero chi si prende cura di loro, ogni giorno, senza domeniche, senza festività , senza pause e con molti imprevisti.
E allora capiremmo una verità che molto spesso dimentichiamo: il cibo non nasce sugli scaffali. Nasce dalla terra e dal lavoro di uomini e donne che con fatica, sacrifici e dedizione, garantiscono ogni giorno ciò che per noi è normale.
Se gli agricoltori si fermassero per un mese, non si fermerebbe soltanto un settore economico. Si fermerebbe una parte essenziale della vita.
Perché dietro ogni "tozzo di pane", si, proprio un tozzo di pane, visto che oggi gli agricoltori, molti, lavorano per un reddito, quando c'é, da fame visti i prezzi delle loro derrate vendute a prezzi stracciati, da sottocosto, c'é un campo di grano.
Dietro ad ogni frutto c'é una stagione di lavoro, quando Iddio l'aiuta.
Dietro ad ogni posto c'é qualcuno che si è alzato prima dell'alba, affrontando il caldo, il freddo, la pioggia, il vento e le tante difficoltà .
Gli agricoltori non producono semplicemente alimenti.
Custodiscono il territorio, proteggono le tradizioni popolari, la cultura contadina, mantengono vivi i paesi, preservano i paesaggi che raccontano la nostra storia.
Sono i primi a credere nel futuro, perché, per ogni seme piantato è un atto di fiducia nel domani.
Per questo oggi dobbiamo fermarci e riflettere.
Non per immaginare un mondo senza agricoltori, ma per comprendere quanto sia preziosa la loro presenza.
Il loro lavoro è spesso silenzioso, lontano dai riflettori, eppure sostiene ogni famiglia, giovani, adulti o anziani che siano; ogni comunità , ogni città , ogni paese, ogni borgo.
Quando ci sediamo a tavola, raramente pensiamo a chi ha reso possibile quel momento.
Senza gli agricoltori la tavola sarebbe vuota.
Ma, non mancherebbe solamente il cibo, ma anche la vita che nasce dalla terra. Sono quelli che seminano il futuro, che trasformano il lavoro in pane, i sacrifici in raccolto, la speranza in nutrimento.
Per questo, e non è arroganza dirlo, ma realtà : senza di loro il mondo non si fermerebbe in un giorno, ma lentamente si spegnerebbe.
Una ultima riflessione.
Il grano e il vino, "frutti della fatica e del lavoro dell'uomo", che uniscono l'impegno dell'agricoltura alla fede cristiana, rappresentano per quest'ultima l'elevazione più alta del legame stretto tra il materiale e lo spirituale, tra l'Eucarestia e l'Agricoltura, quella vera, quella di qualità , quella salubre e rispettosa dell'ambiente, che il neoliberismo globalizzato, le multinazionali dell'agribusiness stanno affossando o meglio .. ammazzando, vedendo come oggi, ma già da decenni, proprio il grano e il vino vengono acquistati a prezzi davvero vergognosi.
Non dimentichiamolo mai: "L'Agricoltura è dignità , è vita!"
Per il bene di tutti e teniamolo sempre in mente: senza Agricoltura non potrà mai esserci indipendenza, sicurezza, futuro.
Si termina con una frase di Booker T. Washington, educatore e scrittore statunitense:
"Nessuna razza può prosperare fintanto che non impara che c'è altrettanta dignità nel coltivare un campo di grano che comporre una poesia."
Termoli, 07 luglio 2026
Giorgio Scarlato
Comitato Spontaneo Agricolo
"Uniti per non Morire / COAPI
